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martedì 25 luglio 2017

Attualità lunedì 10 luglio 2017 ore 13:12

Bolkestein, appello per 30 anni di proroga

In coro unanime i tre sindaci della Versilia hanno chiesto all'Europa 30 anni di proroga e la revisione della direttiva che tanto spaventa i balneari

FORTE DEI MARMI — Hanno incontrato i rappresentanti degli stabilimenti balneari e poi hanno lanciato un appello ad Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo. Massimo Mallegni, Bruno Murzi e Giorgio del Ghingaro, rispettivamente primi cittadini di Pietrasanta, Forte dei Marmi e Viareggio, hanno quindi fatto proprie le preoccupazioni dei balneari circa la messa all'asta delle concessioni voluta dalla direttiva Bolkestein.

"I sindaci - hanno scritto - sono consapevoli della necessità di avere un governo che ponga in modo deciso la questione dei balneari italiani, oggi con la presidenza italiana del Parlamento europeo confidiamo che in Europa ci sia un'apertura tesa alla soluzione finale che garantisca il futuro di oltre un milione di cittadini che operano sulle concessioni demaniali". 

"Siamo profondamente preoccupati per lo stato di incertezza in cui versano ormai da oltre 10 anni le imprese balneari.La Bolkestein ha messo in crisi il settore: lo scellerato recepimento della direttiva fatta all''epoca, senza alcuna contestazione e da una selva infinita di leggi, sentenze, mozioni e proroghe hanno avuto solo l''effetto di disorientare la categoria, le amministrazioni, i lavoratori e di bloccare gli investimenti nel nostro sistema di balneazione attrezzata e in tutto l''indotto". 

"Ora il Ministro degli Affari Regionali ha varato un ddl che delega il Governo a riordinare la materia secondo determinati criteri o principi, che però non tengono conto di quella che poteva essere la soluzione più giusta ed anche la più sostenibile in sede europea: la Bolkestein non riguarda le imprese balneari ed in ogni caso le concessioni esistenti non possono avere il solito trattamento di quelle nuove. Alle esistenti va assegnato un lungo periodo transitorio di 30 anni per consentire alle imprese di ammortizzare gli investimenti fatti e da fare, per tutelare il legittimo andamento e la certezza del diritto e nel frattempo chiarire l''applicabilità della direttiva alle imprese balneari".

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