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giovedì 24 maggio 2018

Cultura martedì 08 maggio 2018 ore 18:01

Le anime morte di Chagall in mostra al Fortino

​Nuova prestigiosa mostra al Fortino: venerdì 11 maggio al via alla mostra del grande artista russo ispirate all'opera di Nicolai Gogol



FORTE DEI MARMI — La mostra presenta 96 acqueforti che March Chagall realizzò tra il 1924 e il 1925 ispirate ai personaggi del famoso libro “Anime Morte” di Nikolaj Vasil'evič Gogol' .

I personaggi che Chagall mette in scena, sono figure grottesche e patetiche di notabili, di piccoli proprietari terrieri, servi della gleba, che appartengono ad un mondo sonnolento e corrotto.

Chagall si dimostra un prodigioso disegnatore ed un abile indagatore dell'animo umano.

Dopo l'inaugurazione, la mostra aprirà i battenti ufficialmente sabato 12 maggio 2018, rimanendo visitabile fino al 24 giugno 2018.

Marc Chagall realizzò fra il 1923 e il 1939, a Parigi, tre serie di acqueforti ispirate a Le Anime Morte di Nicolai Gogol a Le Favole di La Fontaine, alla Bibbia, per l’editore Ambroise Vollard, gallerista di tutti i grandi artisti di inizio ‘900. Oltre trecento incisioni in cui l’artista rappresenta l’universo fiabesco della sua Russia lontana, evoca gli animali protagonisti di esemplari vicende umane, raffigura i personaggi a lui familiari dei racconti biblici, una comunità antichissima in comunione con l’Eterno.

Le novantasei tavole de Le Anime Morte, incise fra il 1923 e il 1927, furono stampate da Louis Fort nel 1927 sotto la direzione di Ambroise Vollard.

Questo primo grande ciclo, sicuramente uno dei grandi monumenti dell’arte del ‘900, rappresenta per Chagall un banco di prova assai importante per saldare e armonizzare le proprie radici culturali ebraico-russe e il cosmopolitismo della Ville Lumière.

Di fronte alla lastra di metallo sa una cosa soltanto: egli ha vissuto in un mondo che non assomiglia a nessuno di quelli che finora ha conosciuto in Francia e Germania. Per lui le incisioni approntate per Le anime morte raccolgono l’ambizione suprema del poema. Concentrare in un volume per immagini lo spazio e il tempo reali, percorrendo inquietamente le distanze che dividono Vitebsk da San Pietroburgo, Ljozno da Mosca, accumulando il tempo di due secoli, il tempo minuzioso di infinite giornate. Le anime morte sono il tratto d’unione fra la cultura originaria della sua infanzia e quella che matura, sul piano dello stile pittorico a Parigi. È uno dei grandi capolavori dell’arte del ‘900 a testimonianza dell’unità spirituale dell’Europa dall’ Atlantico agli Urali.



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