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Da Sant'Anna di Stazzema un grido per la pace

Oggi la commemorazione in ricordo delle vittime dell'eccidio. Oratore ufficiale l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Autorità, associazioni, cittadini e ragazzi hanno preso parte oggi alle commemorazioni in memoria delle vittime della strage di Sant’Anna di Stazzema, di cui oggi ricorre l'82esimo anniversario.

Era il 12 Agosto 1944 quando i soldati delle SS, con il supporto dei fascisti della zona, circondarono la vallata e trucidarono 560 persone tra adulti e bambini. Fu il più grande eccidio nazifascista dopo quello di Marzabotto in Emilia Romagna.

Tra i presenti alla commemorazione l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oratore ufficiale di questa edizione, il vice presidente del Consiglio e ministro degli affari esteri Antonio Tajani e il presidente della Regione Eugenio Giani.

Dal palco hanno preso la parola anche alcuni ragazzi e ragazze protagonisti del Campo della pace, da anni occasione di dialogo tra le giovani generazioni di Italia e Germania.

"All'alba del 12 agosto 1944 -ha ricordato Giuseppe Conte nel suo intervento- una compagnia delle SS strinse l'abitato di Sant'Anna di Stazzema in una tragica morsa. Questo luogo, solo qualche settimana prima, era stato dichiarato dai tedeschi zona bianca e aveva attratto quale rifugio sicuro molti sfollati provenienti qui vicino dalla costa. Ebbene, si trasformò nel giro di qualche ora nel teatro di uno dei più efferati eccidi della seconda guerra mondiale".

"Non fu una rappresaglia militare - ha aggiunto Conte- fu un'azione terroristica premeditata, un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli. E questa non è solo una valutazione degli storici. Questo ormai è un verdetto definitivo delle corti di giustizia della Repubblica Italiana. E dobbiamo ringraziare il procuratore militare di La Spezia, qui presente, De Paolis, perché lui ha avviato e portato avanti le indagini con grande caparbietà".

Giuseppe Conte (fermo immagine da video Facebook)

"Per cinquant'anni - ha proseguito Conte-la voce dei superstiti fu ignorata, rimase rinchiusa in un dolore incompreso. Le indagini e i processi furono possibili appunto grazie a un ritrovamento casuale. La documentazione su questo massacro di Sant'Anna di Stazzema e di tante altre stragi fu scoperta in un armadio abbandonato nello scantinato della procura militare di Roma. Quel mobile, pensate, aveva le ante rivolte al muro, è divenuto tristemente noto come l'armadio della vergogna, ed è stato un terribile schiaffo postumo dato alle vittime delle stragi nazifasciste. Il simbolo tangibile della volontà di sottrarre la memoria all'esame della verità. Il tentativo codardo di scegliere il silenzio. Qualcuno si è trincerato dietro una presunta ragione di Stato, pur di non misurarsi con le colpe e con le responsabilità del passato. Se noi oggi siamo qui, in questa cittadella della memoria, se possiamo annoverare Sant'Anna di Stazzema tra i luoghi fondativi della Repubblica Italiana, è perché quella documentazione nascosta in un armadio di un sottoscala fu finalmente ritrovata, originando appunto nuove indagini e la celebrazione di un processo che portò alla condanna dei responsabili di questo crimine".

"Sono passati più di ottant'anni dai tragici fatti che hanno legato indissolubilmente il nome della vostra terra a quella di una delle più gravi tragedie della Seconda Guerra Mondiale - ha detto il vicepremier Antonio Tajani- Eppure, dopo tanto tempo, il ricordo di quelle vicende, il ricordo del sangue dei martiri, è vivo oggi come allora. Oggi come allora ci richiama al nostro dovere e alle nostre responsabilità. Perché quella di Sant'Anna non è una delle tante tragedie che ogni guerra porta con sé. Quello commesso dalle truppe della Germania nazista che occupavano e opprimevano il nostro Paese, è un crimine deliberato, come è stato raccontato da tutti gli oratori che mi hanno preceduto. Commesso con l'aiuto di fascisti italiani. Italiani che indicavano ai nazisti italiani innocenti da eliminare. Un crimine che non trova alcuna giustificazione, né quella della tragica fatalità, né quella delle dure leggi della guerra. Dunque il sangue di quei martiri innocenti, donne, bambini, neonati, anziani, pacifici lavoratori, richiama la politica, richiama le istituzioni, richiama tutti quanti noi ad un grande dovere. Non basta dire mai più. Occorre agire concretamente per garantire che tutto questo non si ripeta. I valori sui quali si fonda l'Italia democratica sono i valori sui quali si è basata la guerra di liberazione, una guerra sanguinosa che non avremmo vinto se non fosse stata anche per il contributo decisivo degli alleati. Ma l'Italia non avrebbe riscattato l'onore e la dignità morale della patria se gli italiani non avessero partecipato attivamente alla liberazione e non avessero combattuto con valore dalla parte della libertà".

Foto: Antonio Tajani /Facebook

“Ottanta anni fa nasceva la nostra Costituzione, che come ci ricorda Piero Calamandrei poggia sul dolore di chi patì stragi ed eccidi, sul sacrificio dei partigiani e sull’antifascismo – ricorda il presidente della Toscana, Eugenio Giani - Anche Sant’Anna di Stazzema dunque è madre della nostra Costituzione: qui, dove con brutalità inaudita furono distrutte 560 vite (394 gli identificati) e tra loro almeno 130 bambini in una tranquilla mattina di agosto”.

“Da qui – prosegue Giani – deve partire un grido forte per la pace, contro le dittatura e contro i focolai di guerra che ancora attraversano il mondo di oggi”.

“Da Sant’Anna vogliamo lanciare un messaggio di cultura di pace che parte dalle persone” ricorda Mia Diop, vicepresidente della Toscana, che oggi, dopo la commemorazione, ha inaugurato la tradizionale mostra con disegni dei bambini organizzata a Sant’Anna da Colours for peace, che quest’anno si arricchisce di un nuovo percorso di educazione alla pace destinato all’Asia meridionale e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “I bambini – dice – ci lanciano un messaggio importante, per tutelare noi e il loro futuro”.

“Dobbiamo educare i giovani a non essere mai indifferenti – sottolinea l’assessora alla cultura della memoria, Alessandra Nardini - perché uno dei grandi mali di quegli anni fu esattamente questo: ci fu chi scelse, e chi finse di non vedere e di non sapere cosa stava accadendo. Questo significa non voltarci oggi all'altra parte di fronte alle guerre che insanguinano il mondo, di fronte ai massacri, di fronte al genocidio che si sta continuando a consumare a Gaza”.Contro l’indifferenza e dalla parte della Costituzione. “Sant’Anna non può essere il ricordo della strage – aggiunge il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika - ma dobbiamo domandarci oggi da che parte stare: sicuramente dalla parte della Costituzione, perché ci è voluto tutto questo sangue e tutto questo sacrificio per arrivare ad avere diritti e libertà”.

“Il fascismo – dice Giani – è stato il momento più cupo e basso di caduta della civiltà umana”. “Da giugno a settembre 1944 furono uccise in Toscana 4500 persone civili inermi, vittime senza motivo di più di duecento eccidi nazifascisti”. Una parte di questi eccidi, ricorda Giani, sono da poche settimane uniti in una rete di sentieri che collegano Pietrasanta e Sant’Anna di Stazzema a Monte Sole a Marzabotto. Un altro modo per non dimenticare. Un pellegrinaggio laico che unisce passato e futuro. Da Sant’Anna, non per un caso, è nata la proposta di legge popolare contro la vendita di gadget fascisti. “Quella proposta di legge firmata da 250 mila persone – si lamenta il sindaco Maurizio Verona – è bloccata in Commissione in Parlamento dal 2022. In una democrazia una legge si può approvare o respingere, ma non lasciare a prendere polvere. Senza rispetto per le tante persone che l’hanno sostenuta”.

Qui il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.