Attualità

Manetta, da randagio a mascotte del commissariato

Storia a lieto fine per un cagnolino: trovato da una pattuglia ferito e spaventato, è stato adottato dagli agenti di polizia

Dalla strada ad una nuova vita come mascotte del commissariato. La storia a lieto fine arriva da Viareggio e vede protagonisti un piccolo cane trovato ferito e spaventato e gli agenti della polizia di Stato.

Le loro storie si sono intrecciate il 12 Agosto scorso quando, di ritorno dalla commemorazione dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, una pattuglia con a bordo la dirigente Maria Teresa Canessa ha notato una piccola sagoma vagare smarrita lungo la strada. La pattuglia si è subito fermata per soccorrere il cagnolino che però, evidentemente spaventato e smarrito, è fuggito dileguandosi nel bosco.

La svolta è arrivata la mattina seguente. Un appello su Facebook segnalava che il cagnolino aveva trovato riparo all'interno di una carrozzeria della zona. Gli agenti si sono allora precipitati sul posto: l'animale, rannicchiato in un angolo, rifiutava acqua e cibo, tremando di fronte a qualsiasi contatto umano. Ma con pazienza e dolcezza, i poliziotti sono riusciti a conquistare la sua fiducia.

Così si sono subito rivolti ad un veterinario, che ha riscontrato un quadro di forte disidratazione, denutrizione, un'invasiva infestazione di parassiti e l'assenza dell'obbligatorio microchip. Portato in Commissariato, il piccolo è stato sfamato, accudito, lavato e riempito di tante carezze.

Dopo i controlli di rito presso l'Asl veterinaria di Pietrasanta e la certezza che nessuno ne avesse denunciato lo smarrimento, di fronte alla prospettiva del canile, il cuore degli agenti ha preteso un finale diverso. La dottoressa Canessa e il personale del Commissariato hanno deciso di adottarlo ufficialmente, fornendolo di microchip e dandogli il nome di Manetta.

Oggi Manetta non è più un invisibile. Dopo aver conosciuto la strada e le sofferenze ha trovato casa, affetto e coccole tra le braccia dei poliziotti.