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Attualità domenica 14 febbraio 2021 ore 12:30

San Valentino arancione, i ristoratori all'attacco

saracinesca abbassata

Con il passaggio in fascia di rischio Covid più elevata hanno rinunciato alle prenotazioni e restano con le merci in frigo. Confcommercio non ci sta



LUCCA — L'alba della zona arancione si leva, si abbassano le saracinesche dei commercianti e in particolare dei ristoratori che speravano in San Valentino per tirare il fiato. E Confcommercio di Lucca non ci sta e annuncia nuove iniziative e forme di protesta da parte della categoria: "Rabbia, amarezza e sconcerto sono i sentimenti prevalenti fra gli imprenditori del settore dei pubblici esercizi, in particolar modo fra i ristoratori", afferma in una nota.

I ristoranti avevano raccolto con sollievo le prenotazioni per la giornata degli innamorati, stivando in dispense e frigoriferi ordinativi di merci anche pregiate che adesso restano inutilizzate. I tempi di comunicazione così repentini del cambio di fascia sono sotto accusa: “Nonostante le nostre richieste – si legge in una nota - ancora una volta le notizie ufficiali sui nuovi colori delle regioni sono arrivate soltanto nel tardo pomeriggio del venerdì, ad appena 30 ore circa dalla loro entrata in vigore. Questa delle tempistiche last minute non è mai stata una procedura accettabile. E la nostra associazione lo ha ribadito più volte: va dato modo e tempo agli imprenditori coinvolti dai cambi di colore di una regione di potersi organizzare".

La frustrazione degli imprenditori del settore monta, e da Lucca parte un appello al nuovo governo "affinché questo metodo di comunicazione venga modificato immediatamente e che ogni cambio di colore sia reso noto già a metà della settimana”. Resta il rammarico per non aver ottenuto lo spostamento al lunedì dell'entrata in vigore della zona arancione, così da salvare il San Valentino: “Centinaia di ristoranti avevano registrato da giorni prenotazioni sold out. Una preziosa boccata d’ossigeno negata dal governo con una rigidità che risulta del tutto incomprensibile - afferma Confcommercio - e che non possiamo che stigmatizzare con forza, una volta di più”. 

“In queste ore – termina la nota – i nostri ristoratori si stanno organizzando per dare vita a nuove forme di protesta. La rabbia è tanta, perché qua in ballo c’è la sopravvivenza di migliaia di attività e di decine di migliaia di posti di lavoro”.

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