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martedì 10 dicembre 2019

Cultura e spettacolo venerdì 10 luglio 2015 ore 10:30

Puccini il Van Gogh italiano

Una raccolta inedita a Seravezza a quasi 50 anni dall'ultima mostra dedicata all'artista livornese Mario Puccini, pittore postmacchiaiolo



SERAVEZZA — E' "La passione del colore. Mario Puccini da Fattori al Novecento", mostra che sarà inaugurata sabato 10 luglio al Palazzo Mediceo di Seravezza dove rimarrà fino al 2 novembre. 

L'esposizione - curata da Nadia Marchioni ed Elisabetta Palminteri, organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e Comune di Seravezza con l'Istituto Matteucci di Viareggio - offre l'occasione di riscoprire l'artista attraverso, si spiega, "un progetto espositivo inedito che consentirà di ammirare le sue maggiori opere nel contesto del panorama figurativo della Toscana fra la fine dell'Ottocento ed i primi due decenni del Novecento, precocemente aggiornato sulle novità europee".

Le opere di Puccini saranno affiancate da quelle di Giovanni Bartolena, Giovanni Fattori, Oscar Ghiglia, Silvestro Lega, Ulvi Liegi, Llewelyn Lloyd, Guglielmo Micheli, Alfredo Mller, Plinio Nomellini che, in modi diversi, contribuirono alla sua formazione e all'affermazione della sua pittura nel panorama artistico contemporaneo. La comune matrice fattoriana dalla quale si sviluppa in differenti direzioni l'opera degli artisti presenti nell'esposizione, è particolarmente riconoscibile nell'arte di Puccini, e sarà evidenziata in mostra.

Da qui Puccini partirà, dai primi anni del Novecento, per una ricerca verso un impiego del colore che sfocerà in una interpretazione del tutto personale, parallela agli sviluppi di alcune tendenze pittoriche europee di quegli anni. Proprio l'inedita accensione cromatica e la vigorosa pennellata dei suoi dipinti, assieme alla malattia mentale per la quale fu recluso in manicomio per oltre quattro anni, hanno contribuito a suggerire, già nei contemporanei, il legame fra la pittura di Puccini e quella di Van Gogh, la cui opera poté ammirare, assieme a quella di Cézanne, nella collezione fiorentina di Gustavo Sforni, con il quale entrò in contatto nel 1911. 

Fu proprio da questo momento che la sua carriera artistica fiorì grazie allo stesso Sforni, a Mario Galli ed altri collezionisti che presero ad acquistare e commissionare dipinti. In mostra le opere della maturità dell'artista, riunite per soggetto e genere: marine, campagne, scene di vita quotidiana, nature morte a svelare la singolarità e la potenza del linguaggio pittorico pucciniano, mentre i suoi disegni segneranno le varie tappe del percorso espositivo. Esposte anche fotografie e documenti d'epoca che raccontano gli anni di isolamento negli ospedali di Livorno e Siena.



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