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Attualità venerdì 08 gennaio 2021 ore 17:00

Sentenza della strage, indignazione e amarezza

Dopo la sentenza della Cassazione molti i commenti di vicinanza ai familiari delle vittime della strage del treno. C'è amarezza e sconcerto



VIAREGGIO — Sono passati undici lunghi anni dalla strage che ha visto la morte di 32 persone dopo il deragliamento di un treno carico di gpl e l'esplosione di una cisterna e oggi è arrivata la sentenza della Corte di Cassazione, una sentenza (vedi articolo collegato) che ha lasciato non poca amarezza tra quelli che seguono la vicenda da quel 29 Giugno del 2009. 

Dopo la lettura della sentenza, sono arrivati molti messaggi di vicinanza ai familiari delle vittime, un coro unanime di solidarietà e commenti di indignazione.

E' intervenuto anche il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani che si è detto totalmente amareggiato "per il verdetto sulla strage di Viareggio. Ferisce profondamente il fatto che la prescrizione impedisca di rendere giustizia alle famiglie delle 32 vittime e all'intero territorio viareggino, alla lucchesia, alla Toscana tutta, che quella notte fu squarciata dall'esplosione".

"La Cassazione con questa sentenza ha detto a se stessa che la giustizia italiana non ha fatto in tempo a condannare imputati che essa stessa ritiene responsabili di un grave delitto come l’omicidio colposo e che alla fine condannerà comunque per disastro colposo causa evidente di quell'incendio e quindi di quelle 32 vittime innocenti". A dirlo l'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, che nel suo precedente incarico di Presidente della Provincia di Lucca ha sostenuto fin dal primo momento l'azione legale delle famiglie delle vittime.

Vicinanza alle famiglie delle vittime è stata espressa anche dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo: “Questa è una sentenza dura da accettare, voglio esprimere a nome mio e del Consiglio regionale della Toscana vicinanza ai familiari delle vittime della Strage di Viareggio perché oggi hanno dovuto sopportare un altro dolore oltre a quello incommensurabile della perdita dei loro affetti”. 

“In questo momento ritengo doveroso che l'istituzione che rappresento si stringa con forza intorno a chi ha visto morire i propri familiari per un disastro che non doveva accadere - prosegue Mazzeo - Non c'è mai stata nella loro lotta quotidiana la volontà di vendetta, ma la battaglia sacrosanta di avere verità e giustizia affinché quello che è accaduto quella notte a Viareggio non ricapiti mai più a nessuno in nessuna stazione ferroviaria del nostro Paese. E' una battaglia di civiltà che trovo profondamente ingiusto venga cancellata dalla prescrizione perché il dolore e le perdite subite da quelle famiglie non potranno mai essere prescritte”.

"Sono passati 10 anni e 3 gradi di giudizio: e adesso si ricomincia - ha dichiarato il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro - La città di Viareggio e il suo Sindaco - costituiti Parte Civile nel processo - vogliono esprimere in questo giorno buio ogni solidarietà a quanti furono colpiti da tanta sventura, nella convinzione comunque che la via della giustizia non termini qui, con una decisione che sembra negare verità accertate da anni di indagini". 

"Oggi poche sembrano le certezze ma resta un fatto: quella notte a Viareggio si è scatenato l'inferno e per quell'inferno sono morte 32 persone. Per taluni aspetti, il processo verrà restituito alla Corte d'Appello. E noi ci saremo, con le altre parti lese e con quanti riescono ancora, nonostante tutto, a credere in certi valori. Le sentenze si rispettano ma i fatti sono ostinati. Lo è anche Viareggio, lo siamo anche noi", ha concluso il sindaco.

Parole pesanti arrivano dal sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti Roberto Traversi: ''In un paese civile non può esistere che
la morte orribile di 32 persone resti senza colpevoli e la  prescrizione impedisca l'accertamento delle responsabilità di chi doveva vigilare e poteva impedire che si verificasse una strage e non  l'ha fatto. Mi unisco al rinnovato dolore delle famiglie alle quali  fin qua è stato impedita anche la speranza di giustizia''. 

''E' arrivato il momento - continua Traversi - che questo Paese abbia una nuova legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che renda chiare le responsabilità di vigilanza e tuteli la  sicurezza dell'utenza permettendo quindi che tragedie come quella di Viareggio non restino senza colpevoli''.

"Una strage come quella di Viareggio non può restare impunita. Giustizia va fatta", ha commentato  il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci.

Amareggiato anche il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, "Anche oggi i familiari delle vittime della strage di Viareggio non hanno avuto le risposte che aspettano dal 2009. Anzi, quel momento si allontana. Va sottolineato che la prescrizione cancella la pena, ma non il reato. In Italia la riforma della giustizia è urgente. Adesso dobbiamo ripartire con il processo bis in Corte di Appello".

"La sentenza di prescrizione sulla strage di Viareggio rappresenta un colpo durissimo per chi crede che la giustizia debba sempre compiere il suo percorso fino in fondo, qualunque sia l'esito. È per questa ragione che il MoVimento 5 Stelle si è battuto tanto affinché la riforma della prescrizione venisse realizzata, anche per impedire che giornate sofferte come questa vengano vissute ancora. Sono vicino ai familiari delle vittime in questo momento di profondo dolore", ha scritto in un post su Facebook il capo politico del M5S, Vito Crimi.

"Siamo sbalorditi ed indignati per quanto hanno decretato i giudici della Cassazione riguardo al processo relativo alla strage ferroviaria di Viareggio. Una decisione che sgomenta, poiché tende a minimizzare la tragedia che si è vissuta nel  giugno del 2009, causando 32 morti e drammatici strascichi in tantissimi abitanti della città", ha detto Elisa Montemagni, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Toscana. 

"La Federazione nazionale dei Verdi esprime la piena solidarietà ai familiari delle vittime della strage di Viareggio che, il 29 giugno 2009, provocò ben 32 vittime e decine di feriti", così in una nota, Marco Boato dei Verdi .



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