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mercoledì 17 luglio 2019

Attualità giovedì 20 giugno 2019 ore 18:30

Strage treno, condanne confermate, lacrime in aula

Dieci anni fa la strage di Viareggio. Inflitti in appello 7 anni a Moretti e 6 a Elia e Soprano. Pene più pesanti per i vertici di Gatx e Jungenthal



FIRENZE — A quasi dieci anni dalla strage che la notte del 29 giugno 2009 si portò via 32 vite, bruciate nell'esplosione di uno dei carri cisterna che componevano il treno merci Trecate-Gricignano, i familiari delle vittime di quell'inferno hanno ascoltato la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che ha confermato le condanne agli ex vertici delle ferrovie. C'è chi si è preso la testa tra le mani, chi ha pianto e chi si è aggrappato alle sedie su cui erano state posate delle magliette con i volti di chi quella notte di dieci anni fa perse la vita.

Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Fs e di Rfi, imputato per disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio è stato condannato a sette anni. All'epoca Moretti, che ha rinunciato alla prescrizione dei reati di incendio e lesioni colpose, era ad di Fs che del gruppo Rfi. 

Sei anni, invece, per Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad Trenitalia, accusati, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Il tribunale di Lucca li aveva tutti condannati il 31 gennaio 2017. Queste le altre condanne: l'ex ad di Cargo Chemical Mario Castaldo è stato condannato a 6 anni (7 anni in primo grado), e a 4 anni Francesco Favo (erano 6 in primo grado), Daniele Gobbi Frattini (6 anni e 6 mesi in tribunale), Emilio Maestrini di Trenitalia (erano 6 anni e 6 mesi), Paolo Pizzadini capo commessa di Cima Riparazioni (da 6 anni e 6 mesi). Assolto invece, perché il fatto non sussiste Giulio Margarita, ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf, l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Tra gli altri assolti ci sono poi altri dirigenti e tecnici di Rfi che erano stati condannati dal tribunale di Lucca a 6 anni: Giovanni Costa, Alvaro Fumi, Enzo Marzilli.

Pene più severe, invece, per i vertici di Gatx e Jungenthal, le società dove venivano mandati in revisione i carri merci. L'unico a non essere condannato è stato Uwe Koennecke, responsabile officina Jugenthal, assolto dopo la condanna in primo grado a 8 anni e 6 mesi. Condannato a 8 anni e 8 mesi Rainer Kogelheide della società Jungenthal e Peter Linowski di Gatx Rail Germania; a 8 anni Johannes Mansbarth ex ad di Gatx Rail Austria e Roman Mayer responsabile manutenzione flotta carri merci di Gatx Austria; a 6 anni e 10 mesi Andreas Schroter, tecnico, Uwe Kriebel, operaio addetto alla verifica dei materiali, e Helmut Brodel, tutti delle officine Jugenthal. A Joachim Lehmann, il supervisore "fantasma" presso l'Officina Jugenthal di Hannover, la corte ha inflitto 7 anni e 3 mesi. 

Il presidente dell'associazione dei familiari 'Il mondo che vorrei' Marco Piagentini ha preferito restare in silenzio. Per domani l'associazione ha convocato una conferenza stampa in cui esprimerà il proprio giudizio sulla sentenza della Corte d'Appello. 

Molti i commenti alla sentenza. "Nessuno – ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi - potrà mai restituire le persone morte alle famiglie e ai loro cari. E niente potrà mai rimediare alle ferite riportate nel corpo e nell'anima da tante persone a causa di quella tragedia. Ma la giustizia ha funzionato, è arrivata una sentenza in appello che pone tutti di fronte alle proprie responsabilità, anche oltre coloro che sono stati direttamente condannati". Il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, in una nota, ha scritto che se la sentenza del Tribunale di Lucca poteva essere "non scontata, in un dibattimento importante che ha acceso i riflettori su un tema come quello della sicurezza del trasporto ferroviario, quella emessa dalla Corte di Appello di Firenze rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la giustizia". 



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