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domenica 18 agosto 2019

Lavoro sabato 13 agosto 2016 ore 11:27

Rivendica lo stipendio e finisce all'ospedale

Cisl denuncia: "La donna è stata ricoverata all'ospedale a causa dello choc psicologico subito per l'aggressione verbale del suo datore di lavoro"



VIAREGGIO — Il sindacato Cisl con una nota comunica che una lavoratrice è stata ricoverata all'ospedale Versilia, dove l'hanno sedata, con un primo referto di cinque giorni: ciò a causa del violento choc psicologico subito per l''aggressione verbale del suo datore di lavoro, un albergatore della Versilia. 

"Questo soltanto perché si era azzardata a rivendicare il proprio stipendio - spiega il sindacato -. Al contrario dei colleghi, l'ultimo stipendio lei non l'aveva ancora ricevuto, e nemmeno la busta paga, documento essenziale al lavoratore per verificare la corrispondenza tra ore lavorate e importi ricevuti". 

"L'imprenditore - prosegue la Cisl - per tutta risposta è esploso in una serie di minacce avvertendo la lavoratrice che non avrebbe più lavorato in nessun albergo della Versilia".

L'antefatto, riferisce sempre il sindacato, "era già carico di tensione: nell'albergo aveva lavorato anche il figlio minorenne della donna con un ritmo massacrante anche di 15 ore in alcune giornate. Nonostante ciò gli era stata annunciata una somma di appena 400 euro". 

La lavoratrice, quindi, "aveva manifestato disappunto e di lì a poco le era arrivata notizia - verbale - del suo licenziamento". 

La reazione di Fisascat Cisl e del suo referente Giampiero Guidi, che aveva chiesto all'imprenditore un documento formale necessario per regolarizzare il licenziamento, aveva convinto l'uomo a ripensarci. Ma, evidentemente, senza preoccuparsi troppo della puntualità dei pagamenti. 

"Se qualcuno pensa di poter stare sopra le leggi sbaglia di grosso - dichiara Giampiero Guidi Fisascat Cisl -. Il nostro ufficio legale sarà impegnato a fondo per ristabilire le regole in questa inquietante vicenda anche se la gravità del fatto rimane. La donna ha subito una vera aggressione verbale, con minacce, solo per il fatto che ha chiesto conto dello stipendio del mese lavorato. Le è stato risposto che gli stranieri vengono in Italia pensando di poter fare quello che vogliono. Ricordo che la signora è cittadina italiana e che comunque le regole valgono per tutti, stranieri compresi. Mi auguro che l''ispettorato del lavoro voglia far luce su questa vicenda. La diffusione della pratica di far saltare i giorni di riposo, soprattutto nella stagione estiva, è un dato di fatto e per questo sono auspicabili controlli più intensivi".



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