Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 17:25 METEO:VIAREGGIO16°  QuiNews.net
Qui News versilia, Cronaca, Sport, Notizie Locali versilia
lunedì 19 aprile 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Milano, le notti violente all'Arco della Pace

Spettacoli giovedì 25 febbraio 2021 ore 11:30

​Sandra Milo tra i ricordi della sua Toscana di ieri e oggi

Sandra Milo in 8½ di Federico Fellini (1963)

L’attrice, icona di Fellini, racconta l’infanzia dalle elementari a Vicopisano allo sfollamento a Ruota e poi il trasloco a Viareggio dopo la guerra



ROMA — Trapela vivida partecipazione dai ricordi della grande attrice mentre ci parla al telefono. Parole dense di storia di vita che pescano nel passato di un mondo lontano legato agli anni della guerra.

La piccola Salvatrice Elena Greco, questo il nome di battesimo prima di diventare Sandra Milo, si trasferì allora con la madre, la sorella e la nonna da Monsummano, in provincia di Pistoia, a Vicopisano per vivere con la zia. La nonna discendeva da una delle sette famiglie che avevano contribuito alla fondazione di Monsummano Terme e tra questi nuclei familiari c’era anche quello di Ives Montand. All'artista francese infatti è stato intitolato il teatro comunale della cittadina della Valdinievole per rendere omaggio alla sua sfolgorante carriera di attore e cantante. Una intitolazione che è stata anche un riconoscimento all'uomo perseguitato dal regime fascista che nel 1928 trasformò il teatro in “Palazzo del Littorio”.

“In guerra tutto è diverso anche le persone buone potevano trovarsi dalla parte sbagliata”. Sandra si riferisce alla madre e alla nonna, la cui adesione al partito fascista comportò lo sfollamento da Vicopisano a Ruota vicino a Lucca nonché il difficile reinserimento dopo la guerra quando la madre venne fatta prigioniera.

“A Ruota sono stati anni difficili, vivevamo in una soffitta. Ricordo i bombardamenti, le crudeltà ma anche la solidarietà, i giochi per strada con la mia amica di infanzia Gioconda, la fiducia con le case aperte senza chiavi nella toppa e i canti dei partigiani che si udivano al loro discendere dalle vicine montagne." Finita la guerra Sandra e la madre provarono a rientrare a Vicopisano ma trovarono la casa depredata dai ladri. "Ricordo l’immagine dei libri e delle foto di famiglia spersi per terra e quindi decidemmo di trasferirci al mare, a Viareggio dove Piazza Mazzini era ancora piena di macerie."

Poi l’inizio della sua carriera, a Milano, come modella e da lì un’avventura dopo l’altra vissute senza paura. “Non bisogna mai avere paura, è così che si deve vivere”, ci raccomanda. "Il coraggio mi ha sostenuto sempre, nelle cose belle e nelle cose brutte della mia vita”.

Una vita straordinaria quella della Milo, impreziosita dagli incontri con i più grandi registi del cinema italiano primo fra tutti Federico Fellini, con il quale girò nel ‘63 Otto e ½ e due anni dopo Giulietta degli Spiriti; ma anche Roberto Rossellini, Antonio Pietrangeli, Dino Risi, Pupi Avati e molti attori ormai icone del cinema mondiale come Totò, Alberto Sordi, Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi ed altri ancora. Tutti protagonisti di un'epoca, quella del cinema italiano degli anni ’60, ormai perduta di cui Sandra rimpiange soprattutto il senso del tempo.

“Per fare arte, per creare c’è bisogno di tempo e oggi non ci sono più i grandi di una volta perché si pensa a fare molte più cose a scapito del tempo che gli si dedica. Ogni processo creativo comporta sforzo e ricerca per andare oltre ciò che si conosce e capire nuovi aspetti di noi stessi e del mondo che ci circonda”. E di recente Sandra, proprio seguendo questa prospettiva ha scritto un libro di poesie “Il Corpo e l’anima”, (ed. Morellini) in cui racconta le cose del mondo attraverso uno sguardo pieno di amore materno.

La scorsa settimana Sandra Milo è tornata nella "sua" Vicopisano per girare, con la stessa convinzione di sempre, “Il Visionario”,filmcon la regia di Massimo Corevi che ha scelto Villa Rita come set. Sandra, con la dolcezza che la contraddistingue, interpreta Aurora: “Aurora è una donna non più giovane che si ritrova sola proprio ora che avrebbe più bisogno di amore ma non per questo smette di cercare la poesia nelle cose le accadono e trasforma ogni evento in un’opportunità per continuare a sorridere, in una vita in sospeso tra sogno e realtà”. Poi continua: “E’ stata una prova di coraggio mostrarmi senza trucco. Per un attore il trucco è parte insita della preparazione alla scena; un cerimoniale che permette di scivolare nel ruolo. Rinunciarci non è stato facile ma mi ha permesso di mostrarmi con ancora più autenticità come il ruolo richiedeva”.

"Anche nel cinema, come del resto anche nella vita di tutti i giorni, la figura del femminile è cambiata. Credo che questo sia un momento di grande incertezza per la donna che ha perso tanta parte dell’appoggio che le veniva dal vecchio ruolo nella relazione col maschile. Senza questo sostegno l’uno per l’altra, ci ritroviamo spesso, alla ricerca di un nuovo equilibrio per poter tornare a essere non più soli."

”Abbiate determinazione - dice con forza Sandra Milo - ma sappiate essere pronte a pagare il prezzo che ogni lavoro ci chiede perché nella vita niente è regalato.”

Una raccomandazione che suona come un regalo per le giovani ragazze agli inizi della carriera. 

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Nelle ultime 24 ore sono risultate positive altre 56 persone e ne sono decedute 4. I dati aggiornati dai bollettini di Asl e Regione Toscana
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Gianni Micheli

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Attualità

Cronaca