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lunedì 19 agosto 2019

Attualità venerdì 26 luglio 2019 ore 15:42

Le alghe tornano a invadere la fossa dell'Abate

Consorzio di nuovo al lavoro per la rimozione: "L’alga è innocua, ma in grandi quantità può creare problemi al deflusso"



VIAREGGIO — Le alte temperature e la stagnazione dell’acqua hanno creato le condizioni ideali per le alghe che si riproducono lungo la Fossa dell’Abate e per la seconda volta solo nell’ultimo mese, il Consorzio di Bonifica è al lavoro per la rimozione. 

Le alghe, dall’aspetto filamentoso, hanno lunghe radici ancorate sul fondale e dal fondo si sviluppano formando una lanugine che affiora a macchie sullo specchio d’acqua. La rimozione, spiega il Consorzio, richiede un intervento mirato con escavatore, che azionando il braccio riesce a sradicarle. Ma la loro formazione è continua, proprio perché le condizioni sono ideali: acqua stagnante e ricca di nutrienti, unita a temperature elevate. Una volta sradicata, la vegetazione viene raccolta nei cassoni forniti dalle aziende dei rifiuti e da queste portate in discarica e smaltite. Una procedura codificata da un protocollo d’intesa che Comuni, Consorzio e società dei rifiuti hanno sottoscritto da anni, proprio per agire in modo organizzato al verificarsi del fenomeno.

“Siamo al lavoro da giovedì e per la seconda volta in questo mese, in piena collaborazione con i Comuni di Viareggio e Camaiore e con l’associazione dei balneari. – dichiara il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – In soli venti giorni dal primo intervento, siamo nuovamente operativi per eliminare il problema della proliferazione delle alghe e restituire al corso d’acqua un aspetto sano e decoroso”.

"La fioritura dell’alga -  ricorda il consorzio - è totalmente innocua, svolge in natura un effetto fitodepurante nei canali, ma quando la quantità è elevata, può provocare un abbattimento dell’ossigeno presente in acqua fino addirittura a ridurre il normale deflusso e per questo, la rimozione si rende necessaria ed è la miglior soluzione possibile e anche la più efficace per ricostituire in tempi brevi l’equilibrio ambientale".

“Non è la prima volta che ci troviamo ad affrontare il problema intervenendo due o tre volte durante la stagione e per questo motivo già lo scorso anno, abbiamo rivolto un appello a tutti gli Enti coinvolti perché si trovi una soluzione in grado di agire sulle cause del problema – conclude Ridolfi – che è strettamente collegato alla qualità delle acque ricche di sostanze nutrienti e allo scarso deflusso delle stesse”.



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