Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 17:38 METEO:VIAREGGIO21°34°  QuiNews.net
Qui News versilia, Cronaca, Sport, Notizie Locali versilia
mercoledì 28 luglio 2021

LO SGUARDO — il Blog di Don Armando Zappolini

Don Armando Zappolini

DON ARMANDO ZAPPOLINI - Parroco di Perignano in provincia di Pisa, sacerdote impegnato da anni nel sociale, soprattutto nel campo delle dipendenze e della solidarietà internazionale. Presidente nazionale del CNCA (Coordinamento delle Comunità di Accoglienza) e Portavoce della Campagna Mettiamoci in Gioco, contro i rischi del gioco d’azzardo. Un sognatore con i piedi nel fango.

​Una società più solidale

di Don Armando Zappolini - martedì 10 marzo 2015 ore 10:24

La crisi che sta consumando le speranze e i progetti di milioni di persone si fa sentire con sempre maggiore durezza nel nostro paese. Sono cresciuti in questi anni in Italia i poveri in povertà assoluta, ci sono milioni di persone disoccupate e milioni di persone disponibili a lavorare ma che hanno persino rinunciato a cercare un’occupazione, perché scoraggiati. Percentuali in crescita, visto che la situazione economica del paese continua a peggiorare e le risposte che le istituzioni e tutti i soggetti economici e sociali dovrebbero elaborare restano deboli e inefficaci.

E così i genitori continuano a sostenere i figli senza lavoro, o intrattenuti/sfruttati con qualche stage gratuito o a “rimborso spese”, la cassa integrazione copre – chissà per quanto – le chiusure delle fabbriche, le mense si riempiono di italiani, le persone straniere immigrate nel nostro paese restano disoccupate e, sempre più spesso, tornano nel loro paese. Si è fermato tutto – l’economia, ma anche i desideri – perché non si vedono prospettive. E la paura attanaglia non solo i più poveri, visto che negli ultimi dieci - quindici anni i redditi medi sono stati falcidiati, perdendo una parte notevole di potere di acquisto. Tanti sono i vulnerabili, coloro che rischiano di scivolare in una condizione economica di grave deprivazione quando non di vera e propria povertà. Tanti, ma non tutti: i ricchi sono sempre più ricchi, non risentono della crisi. Le banche, dopo la crisi finanziaria del 2007-2008, sono tornate in breve tempo a fare soldi con i soldi. E a far crescere le disuguaglianze, davvero notevoli nel nostro paese.

L’Italia si distingue anche per un’altra performance non invidiabile: la scarsa efficacia delle proprie politiche di contrasto alla povertà. Manca uno strumento universale di sostegno, quel reddito minimo di inserimento che o si cancella o, tutt’al più, “si sperimenta”. Ma è tutto il complesso delle misure di welfare che è inefficace. L’Italia non è un paese per poveri.

Di fronte a questo scenario bisogna prendere una posizione chiara: è questa l’emergenza che dobbiamo affrontare, con politiche adeguate e innovative! Oppure decidiamo che la vita della gran parte delle persone non conta e debbono sbrigarsela da soli in attesa di una fantomatica “ripresa” di cui non si vede traccia? Sembra una domanda retorica, eppure continuiamo ad assistere a un dibattito che ruota su altre priorità, che mette in primo piano altri interessi.

Va creato un nuovo welfare, certo, e tutti coloro che hanno un ruolo in questo gigantesco sistema di tutele hanno il dovere di pensare nuovi modi di rispondere ai bisogni delle persone e non solo di reclamare soldi e interventi pubblici. Tuttavia, è chiaro che abbiamo bisogno soprattutto di una nuova economia, in cui la condivisione, la partecipazione e la solidarietà – oltre al rispetto per l’ambiente – divengono i principi cardine del sistema. Altrimenti avremo (in basso) una lotta di tutti contro tutti per accaparrarsi risorse sempre più scarse, a cominciare dal lavoro, e (in alto) una ristretta fascia di popolazione che avrà i soldi e le altre risorse – istruzione, salute … – per progettare davvero la propria vita.

Sembra uno scenario apocalittico, ma purtroppo tutt’altro che improbabile. Dunque, il punto non sono solo “i poveri”, ma la società che vogliamo, i meccanismi che regolano economia e processi sociali e culturali. Per avere meno poveri, ci vuole una società più solidale e fondata, anche in economia, su collaborazione, mutuo appoggio, condivisione. Ci aspetta un grande lavoro perché le scelte politiche attuali non sembrano adeguate. E non remiamo tutti nella stessa direzione …

Don Armando Zappolini

Articoli dal Blog “Lo sguardo” di Don Armando Zappolini

Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nadio Stronchi

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

CORONAVIRUS

Attualità

Attualità

Cronaca