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martedì 21 settembre 2021

QUA LA ZAMPA — il Blog di Monica Nocciolini

Monica Nocciolini

Si fa presto a dire cane: che cane? da compagnia? da lavoro? simpatico? scorbutico? pelandrone? magrolino o cicciotto? brigante o tenerone? C'è tutto un mondo a quattro zampe, nella vita quotidiana di ognuno di noi e delle nostre società. La giornalista Monica Nocciolini, ideatore di qualazampa.news, vi aiuta a conoscerlo. Zampe in spalla!

Anche i cani vanno a nozze

di Monica Nocciolini - martedì 18 luglio 2017 ore 08:15

Il momento del sì con Funana in primo piano

Quando gli hanno messo la pettorina speciale con papillon incorporato Fado deve aver pensato: "O vai! Oggi si corre!" Così ha accompagnato all'altare la sposa, la sua compagna di canicross Sara Gualco, a passo da maratoneta, tirando come un matto per arrivare primo. Di gran carriera proprio, insomma.

Cose che capitano, quando a sposarsi sono due appassionati di cani e di corsa come Sara Gualco, che è anche educatrice cinofila, e Valerio Roveda. I due - gli umani - sono convolati a nozze l'8 luglio scorso. I tre - la 13enne Funanà, l’agonistico border collie di 9 anni Fado e la bracchetta Birra, nasona treenne - li hanno accompagnati e sostenuti per tutta la cerimonia e lo stesso faranno per il viaggio di nozze.

Un matrimonio multizampe, insomma, quello di Sara e Valerio: "E' vero, ma in Comune a Carbonara Scrivia dove ci siamo sposati non hanno mai fatto storie, assolutamente, anzi: erano felici per questa particolarità". Da lì ai preparativi il passo è stato breve. Ma non scontato. A cominciare dal sopralluogo preliminare nella sala della cerimonia, così che i cani prendessero contatto con l'ambiente e, anche, con l'ascensore che conduce a quel secondo piano.

"Ogni cane ha le sue esigenze. Fado, ad esempio, non è a suo agio con le persone, se si rivolgono a lui. Per questo dopo avermi accompagnata fin sul tappeto rosso lo abbiamo sistemato nel suo kennel accanto al sindaco, così che si sentisse al sicuro". Funanà e Birra invece sono rimaste al fianco degli sposi tutte composte, codine rilassate e muso curioso: "Funanà in particolare l'ho voluta accanto a me - racconta Sara - perché mi dà serenità e forza".

Funanà ormai è 'in pensione', ma è stata lei ad aprire a Sara il mondo della cinofilia e, in particolare, degli sport cinofili. Funanà praticava da atleta provetta l'Agility dog. Poi è arrivata per Sara la passione per la corsa, e per la corsa col cane e quindi il canicross – così si chiama la disciplina ancora poco conosciuta in Italia – e poi le gare e via e via in un crescendo di pratica, saperi, emozioni. E anche cani. Perché da Funanà ad oggi le unità pelose del branco sono triplicate. Lei, la veterana, era stata adottata da un canile a L’Aquila. Fado invece è stato preso da una cucciolata appositamente perché quella linea di border collie lì era la passione di Sara. Infine Birra, sottratta a una situazione di maltrattamento a Brescia quando ancora era un fagiolino (ma nasuto) nella pancia della sua mamma.

Ora sono una famiglia. Famiglia per davvero. Contenti e completi, appassionati e comunque atletici, visto che una porzione di viaggio di nozze a 14 zampe – noleggiano un camper… - sarà occupata dalle gare di canicross in Francia. Per quello Fado lipperlì, l’altro giorno, si è confuso: “Per correre i cani indossano delle particolari pettorine – spiega Sara – e in vista del matrimonio un nostro amico e compagno di gare ce ne ha realizzate tre ‘nuziali’, simili a un frac e col papillon. Così quando gliela abbiamo fatta indossare Fado ha dedotto che si gareggiava e… beh… siamo arrivati davanti al sindaco piuttosto in velocità ecco…”

Buon viaggio allora, e un consiglio per chi non voglia rinunciare ad avere accanto a sé il proprio amico peloso in una giornata tanto importante: “Abituare il cane con gradualità, e rispettarlo. Se una cosa costa al cane troppo disagio, rinunciamoci noi. E se può farla ma non sappiamo come, oggi anche in Italia ci sono educatori e istruttori esperti in grado di aiutare tutta la famiglia-branco a condividere una bella esperienza”. 

Monica Nocciolini

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