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Attualità mercoledì 05 maggio 2021 ore 18:16

Inchiesta Keu, controlli per il Massaciuccoli

A chiedere di estendere le verifiche anche al lago, per capirne lo stato di salute, la commissione Ambiente del consiglio regionale toscano



FIRENZE — Dopo le analisi effettuate nei giorni scorsi nel terreno adiacente nel comune di Massarosa, il Consiglio regionale ha chiesto di proseguire con ulteriori analisi per verificare lo stato ambientale e valutare eventuali azioni di tutela. 

In un’ottica di salvaguardia "è anche opportuno svolgere una “verifica più estesa dello stato di salute del lago di Massaciuccoli per rilevare le aree più esposte ad inquinamento e contaminazione ed eventualmente programmare operazioni di messa in sicurezza e bonifica”. È quanto chiede la mozione approvata all’unanimità in commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Lucia De Robertis (Pd).

Il testo, in prima battuta presentato dalla capogruppo della Lega Elisa Montemagni, è stato emendato e si è così arrivati ad un atto di indirizzo bipartisan che riporta anche le firma di Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia), e Mario Puppa e Valentina Mercanti del Pd, “a dimostrazione – ha precisato Mercanti – che quando c’è il territorio in primo piano la sintesi politica viene subito trovata”.

Nel corso dell’illustrazione la capogruppo della Lega ha richiamato la necessità di un sopralluogo: “Toccare con mano e verificare le condizioni è presupposto fondamentale per dare risposte e mettere in campo misure efficaci”. Di impegno “assolutamente concreto della Regione tanto nella fase di verifica che di riscontro alle sollecitazioni del territorio” ha parlato il consigliere Puppa, rilevando come gli emendamenti al testo originale della mozione “non sono direttamente connessi all’inchiesta della Dda di Firenze, quanto all’idea di sviluppo ambientale dell’area”.

L’impegno della Regione, e in particolare dell’assessorato all’Ambiente, è stato precisato ancor meglio da una nota inviata da Monia Monni e letta ai commissari dalla presidente che spiega l’attività intrapresa tramite Arpat. Prima fra tutte una campagna di verifiche sui pozzi ad uso civile, a partire dalle aree limitrofe al lotto V della SR 429, poi estesa a tutte le aree individuate dalla Magistratura, finalizzata a verificare eventuali livelli di contaminazione da Keu per predisporre le successive ed eventuali misure necessarie. La presidente, leggendo la nota, ha precisato che “l’esito delle prime 14 verifiche dei pozzi siti lungo il lotto con risultati rassicuranti visto che non è stata evidenziata alcuna contaminazione”.

Sono inoltre in corso verifiche delle acque superficiali e sotterranee ed è stato predisposto anche “dettagliato programma di analisi da svolgere nei siti e negli impianti individuati dalla Magistratura”.

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