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sabato 22 settembre 2018

Attualità venerdì 12 gennaio 2018 ore 12:00

Tallio nell'acqua, potenziato il piano sicurezza

L'assessore regionale Fratoni ha risposto a un'interrogazione in commissione ambiente. Istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare



PIETRASANTA — Sulla presenza di tallio nelle acque potabili del comune di Pietrasanta , le attività messe in atto sono state "moltissime": tra queste un protocollo d'intesa di fine 2014 per coordinare tutti gli interventi necessari, fissare tempi, modi e risorse economiche per risolvere il problema della contaminazione anche nelle acque di Valdicastello. Inoltre, il gestore del servizio idrico Gaia ha fissato il limite di qualità cautelativo, sotto al quale non si prevedono interventi, a 0,5 microgrammi/litro, ed ha deciso di implementare un Piano di sicurezza degli acquedotti sulla base dello schema definito dall'Oms nel 2004 non ancora obbligatorio anche se consigliato. Lo ha spiegato l'assessore toscano all'ambiente Federica Fratoni rispondendo, in commissione ambiente del consiglio regionale, a un'interrogazione presentata dal consigliere regionale Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt). 

Fratoni, spiega una nota, ha poi sottolineato che lo scopo del piano è "analizzare i singoli componenti dell'acquedotto" ossia captazione, reti, serbatoi impianti, per "individuare criticità e pianificare le azioni correttive migliorative". Per applicare il documento a tutta la filiera idropotabile della Toscana, l'assessore ha informato che è stato istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare - composto da Istituto superiore di sanità, Asl 12, Arpat, Comune e Gaia - per definire i passi principali".

"Nel caso specifico del tallio - ha continuato l'assessore - il monitoraggio analitico è stato fatto anche mediante la ricerca, con esiti negativi, di elementi della tavola periodica". Un controllo peraltro "non ordinario" e affiancato alla bonifica delle reti e sostituzione se necessario, limitazioni d'uso, rivalutazione dei rischi che hanno messo in evidenza la "sussistenza di rischi residuali. Ulteriori misure di controllo e mitigazione sono in corso di programmazione", compreso un piano di sostituzione pluriennale delle tubazioni nel raggio di "500 metri dal serbatoio Monte Regoli".



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