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Lavoro sabato 25 settembre 2021 ore 09:30

"Per Sanac si attivi un tavolo nazionale"

striscione rsu sanac
Lo stabilimento Sanac di Massa

Mesi con gli ordinativi ex Ilva fermi e scadenza per l'acquisizione in vista: parte l'appello al governo per le sorti degli oltre 100 dipendenti



MASSA — "Il Governo attivi un tavolo nazionale per Sanac", l'azienda di Massa che con oltre 100 dipendenti da 40 anni produce materiale refrattario per la lavorazione dell'acciaio. E' la richiesta partita a esito dell'incontro che ieri ha messo faccia a faccia le rsu della Sanac, le organizzazioni sindacali di categoria e confederali e il sindaco di Massa Francesco Persiani con il consigliere per il lavoro e le crisi aziendali di Eugenio Giani, Valerio Fabiani.

Da tempo ormai in azienda si vive col fiato sospeso. Prima per le sorti del polo siderurgico tarantino, la ex Ilva oggi Acciaierie d'Italia, poi per lo stallo sugli ordinativi di materiale refrattario proprio da parte di quello che è il principale committente, l'industria pugliese appunto.

Sul tavolo dell'incontro di ieri, le scadenze imminenti che riguardano l'azienda. Il 30 Settembre infatti scadrà il termine per l’acquisizione della Sanac, aggiudicata nel Marzo 2019 ad ArcelorMittal (oggi Acciaierie d’Italia, a partecipazione pubblica attraverso l'ingresso di Invitalia). Nel frattempo Sanac non riceve più ordini di materiale refrattario da Acciaierie d’Italia ormai dal Giugno scorso. 

La condizione è particolarmente grave, secondo le sigle sindacali, visto che il portafoglio Sanac è dedicato per circa il 60% della produzione ad Acciaierie d’Italia. Il rischio è che a Novembre, terminati gli ordini già commissionati, rallenti la produzione con la conseguente collocazione dei lavoratori in cassa integrazione.

"Siamo qui per unire la nostra voce a quella dei lavoratori e saremo accanto a loro in ogni tappa - ha assicurato Fabiani - chiederemo la convocazione urgente di un tavolo nazionale, perché è inaccettabile arrivare alla fine del mese in queste condizioni". La richiesta a governo e ministeri competenti – considerato che il 50% della proprietà di Acciaierie d’Italia fa capo appunto a Invitalia – è quella di intervenire immediatamente per ripristinare la normalità dei rapporti industriali e scongiurare una “crisi ingiustificata” della Sanac che, puntualizzano i sindacati, dal punto di vista produttivo sta avendo buoni risultati. 

"Quello che davvero appare discutibile è che l'approvvigionamento di materiale refrattario da parte di ArcelorMittal avvenga dal mercato estero, in danno della produzione Sanac" hanno denunciato i sindacati presenti. Per Fabiani la siderurgia italiana si salva se si salva l'intera filiera, di cui Sanac è parte rilevante.

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