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Attualità Martedì 25 Agosto 2026 ore 14:55

Il mare divora la costa, ma ora c'è un piano

costa erosa

La Toscana ha varato un masterplan contro l'erosione costiera: interventi e opere per 547 milioni di euro in una gittata ventennale



TOSCANA — Il mare si mangia la costa a morsi, e in Toscana è emergenza erosione costiera. Ma ora c'è un piano. La Regione ha approvato un masterplan proprio per arrestare il fenomeno e tutelare l'asse costiero armonizzando gli interventi. La gittata del documento è ventennale, e le opere previste richiedono finanziamenti per 547 milioni di euro. Le zone più critiche? Versilia e Riviera Apuana.

Il documento è stato presentato stamani a Firenze dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall'assessore regionale all'ambiente David Barontini col direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini. Il progetto è ambizioso e richiede risorse impegnative. La Toscana guarda all'Europa e ai fondi Fesr.

Con l'approvazione delle nuove “Linee di indirizzo regionali per la definizione delle strategie, le azioni, le attività di monitoraggio, studio e ricerca per la tutela della costa”, la Regione si dota di un quadro unitario per programmare nel tempo gli interventi necessari lungo l'intero litorale toscano. Il quadro economico dà la misura della sfida. Per l'attuazione complessiva delle azioni individuate, in un orizzonte di 15-20 anni, viene stimato un fabbisogno di 547 milioni e 710mila euro.

Per i primi 10 anni la previsione è di circa 166 milioni di euro. Di questi, oltre 134 milioni sono riferiti agli interventi strutturali, circa 28,4 milioni alle attività di ripristino e rimodellamento stagionale e 2,8 milioni alle attività di studio e ricerca.

Da segnalare che le risorse per interventi già finanziati che seguono la logica del Masteplan sono circa 77 milioni in parte realizzati e in parte in via di realizzazione.

Le opere: dove, cosa, i costi

“Le emergenze più significative - ha illustrato Giani - le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara. Ma il Masterplan guarda all’intero litorale regionale: penso anche al fronte di Punta Ala e Follonica e, da lì, verso il Parco dell’Uccellina”.

“Nei prossimi mesi - ha proseguito - l’attenzione si concentrerà in particolare anche su Tirrenia e Marina di Pisa, sulla base dello studio realizzato con l’Università di Firenze e attraverso interventi sulle barriere capaci di attenuare l’impatto del moto ondoso su tratti di costa che, in questo caso, interessano anche aree densamente abitate”.

“Tra le situazioni che richiedono maggiore attenzione - ha confermato Barontini - c’è sicuramente la provincia di Massa-Carrara, a partire dalla foce del Frigido, dove l’arretramento della linea di costa è particolarmente evidente. Altre criticità riguardano Cinquale e Follonica. I ripascimenti sono importanti, ma dobbiamo ricordare che le spiagge non sono soltanto luoghi di villeggiatura e attrazione turistica: rappresentano una difesa naturale del territorio e degli abitati che si trovano alle loro spalle. Ci sono poi interventi strutturali già programmati. A Marina di Pisa, ad esempio, sono stati stanziati 7 milioni di euro per intervenire sulla cosiddetta “cella 4”, con la modifica dell’attuale spiaggia di ghiaia e il suo prolungamento di circa 70 metri. Un intervento importante che si inserisce pienamente nella strategia delineata dal Masterplan”.

Il Masterplan entra anche nel dettaglio delle diverse aree della costa, individuando per ciascuna unità fisiografica esigenze, priorità e una stima degli interventi necessari.

  • La parte più consistente riguarda il tratto compreso tra la foce del Magra e Livorno, per il quale vengono stimati interventi per oltre 189 milioni di euro, di cui circa 44,6 milioni nei primi dieci anni
  • Per il tratto Punta Lillatro-La Torraccia la previsione complessiva è di circa 49,4 milioni, con 23,7 milioni nel primo decennio
  • Per Baratti-Follonica-Punta Ala di circa 45,9 milioni, dei quali 17,4 milioni nei primi dieci anni
  • Per l'unità Punta Rocchette-Cala Rossa la stima raggiunge i 51,9 milioni, con 22 milioni nel decennio iniziale
  • Per il tratto Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia sono previsti complessivamente circa 57,1 milioni, di cui 17,9 milioni nei primi dieci anni
  • A questi si aggiungono gli interventi previsti tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches”, le spiagge di dimensioni più contenute, e gli interventi specificamente destinati alla difesa degli abitati costieri

Complessivamente, per gli interventi strutturali il Masterplan stima oltre 462 milioni di euro, dei quali circa 134,8 milioni nel primo decennio.

Aumentare la resilienza del sistema costiero

Il piano fotografa le esigenze della costa suddividendola in unità fisiografiche e, per ciascuna di esse, individua le criticità territoriali, le possibili azioni sito-specifiche, le risorse economiche necessarie e una scansione temporale degli interventi, indicando le priorità da affrontare nei primi dieci anni. L'obiettivo è aumentare la resilienza del sistema costiero attraverso soluzioni calibrate sulle caratteristiche dei singoli tratti di litorale, privilegiando ripascimenti strutturali o ripascimenti protetti con opere a basso impatto ambientale.

Un ruolo centrale sarà affidato ai ripascimenti, cioè all'apporto di nuovi sedimenti nei tratti maggiormente interessati dall'erosione. Il Masterplan stima un fabbisogno complessivo di circa 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti lungo la costa toscana. Di questi, circa 1,3 milioni riguardano la sola unità fisiografica settentrionale compresa tra la foce del Magra e il porto di Livorno. Per i primi dieci anni il fabbisogno stimato è di circa un milione di metri cubi, pari al 35 per cento di quello complessivo.

La strategia punta anche a valorizzare i sedimenti già disponibili lungo la costa, secondo principi di economia circolare. La Regione ha avviato negli anni un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma proprio per favorire, laddove possibile, il riutilizzo dei materiali negli interventi contro l'erosione, riducendo il ricorso a risorse esterne.

"Un progetto simbolo su cui investire"

“Contrastare l’erosione e intervenire con i ripascimenti - ha dichiarato Giani - significa inoltre restituire alle nostre coste la loro piena capacità di attrazione turistica, in una fase in cui il turismo balneare rappresenta una componente fondamentale dell’economia della Toscana. Naturalmente programmare questi interventi significa anche individuare le risorse necessarie per realizzarli". 

"Sul contrasto all’erosione costiera il Pnrr aveva inizialmente prospettato la possibilità di interventi importanti e la Regione Toscana aveva indicato proprio questo come uno dei progetti strategici e simbolici su cui investire. Quelle risorse, però, non si sono poi concretizzate. Per questo punteremo molto sui fondi strutturali europei e in particolare sulla nuova programmazione settennale del Fesr che partirà dal 2028. Allo stesso tempo auspichiamo che arrivino anche risorse nazionali da parte del Governo, più volte prospettate ma che finora non si sono concretizzate”.

L'erosione costiera rappresenta una delle principali criticità ambientali della Toscana. Il Masterplan nasce per superare una logica basata esclusivamente sulla risposta alle singole emergenze e costruire invece una strategia complessiva, capace di integrare interventi strutturali di medio-lungo periodo con le attività di gestione e manutenzione necessarie nel breve periodo.

“Lo scopo del Masterplan – ha spiegato l’assessore Barontini - è dare una visione organica e una programmazione di lungo periodo agli interventi contro l’erosione costiera. Abbiamo individuato un orizzonte di vent’anni, all’interno del quale programmare azioni sito-specifiche, perché ogni tratto di costa presenta caratteristiche e criticità diverse e richiede quindi soluzioni mirate. Una strategia ancora più necessaria di fronte a fenomeni erosivi che negli ultimi anni stanno interessando in maniera crescente le nostre spiagge“.

“Dal 2021 ad oggi, tra fondi regionali e Fesr, sono stati stanziati circa 77 milioni di euro, ma un Masterplan che prevede interventi per 166 milioni nei primi dieci anni e 547 milioni nell’arco dei vent’anni avrà bisogno di ulteriori risorse“, ha aggiunto l'assessore. “Dopo il mancato finanziamento attraverso il Pnrr, la Regione ha investito risorse proprie e utilizzato fondi europei. In vista della nuova programmazione europea dal 2028 lavoreremo perché una quota importante delle risorse possa essere destinata alla salvaguardia delle nostre coste, che significa tutelare anche un patrimonio ambientale ed economico fondamentale per la Toscana".

La sfida del clima, l'equilibri tra fiumi e mare

Il direttore Massini ha specificato: “Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico. Già riuscire a mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti localizzati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo molto sfidante. Con i cambiamenti climatici, infatti, le dinamiche dell’erosione sono diventate molto più rapide e arretramenti che un tempo si verificavano nell’arco di molti anni oggi possono avvenire in tempi decisamente più brevi. Accanto agli interventi di difesa e ai ripascimenti dobbiamo però lavorare anche per ripristinare, nel tempo, la dinamica naturale tra corsi d’acqua e costa. I sedimenti trasportati dai fiumi costituiscono infatti una delle principali fonti di alimentazione delle nostre spiagge”.

“Negli ultimi decenni - ha concluso Massini -, alla maggiore forza del mare legata anche ai cambiamenti climatici si è sommata una forte riduzione dell’apporto di sedimenti fluviali, conseguenza anche delle consistenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sulla costa vediamo oggi. Dobbiamo quindi invertire questa tendenza, favorendo nuovamente l’arrivo dei sedimenti al mare e realizzando interventi capaci di ridurre l’energia del moto ondoso sulla costa. È questa la strada per conservare le nostre spiagge e, dove possibile, tornare progressivamente ad ampliarle”.

Alla base del Masterplan c'è inoltre un sistema permanente di monitoraggio, studio e ricerca. Il controllo dell'evoluzione della linea di costa è affidato al Consorzio Lamma e particolare attenzione viene dedicata ai settori più critici e alla verifica dell'efficacia degli interventi già realizzati. La strategia regionale prevede uno stretto raccordo con il mondo scientifico e un approccio integrato e flessibile, capace di valutare caso per caso la soluzione più appropriata.

Il Masterplan sarà inoltre aggiornato nel tempo con l'evoluzione delle conoscenze e attraverso il contributo degli enti locali, del sistema universitario, del Lamma, degli enti di ricerca, delle associazioni e degli altri soggetti interessati.

La Regione sottolinea infine la necessità di ampliare le fonti di finanziamento. Ad oggi, infatti, il Masterplan non ha trovato uno specifico finanziamento nazionale e le risorse disponibili provengono prevalentemente da fondi regionali, risorse europee Fesr e finanziamenti statali legati alle emergenze. Per questo la Toscana intende proseguire l'interlocuzione con il Governo per individuare ulteriori canali di finanziamento, anche alla luce delle conseguenze che l'erosione costiera produce non soltanto sul piano ambientale, ma anche sull'economia e sull'attrattività turistica dei territori costieri.


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