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Attualità venerdì 08 gennaio 2021 ore 19:00

"Il dolore nel cuore è lo stesso del 29 Giugno"

Disperazione dei familiari delle vittime della strage dopo la sentenza di Cassazione. Daniela Rombi: "E' una sentenza da brividi"



VIAREGGIO — "Ditemi che non è vero, no!", il grido di disperazione di Daniela Rombi, mamma di Emanuela Menichetti morta a 21 anni per le gravi ferite riportate nell'esplosione della cisterna, ha scosso la diretta dei familiari durante la lettura della sentenza della Cassazione (vedi articolo collegato). In quel momento nello strazio dei familiari tutto è tornato a quella notte del 29 Giugno 2009, undici anni fa, nella notte in cui il treno carico di gpl deragliò e una cisterna esplose portando l'inferno a Viareggio. Oggi la sentenza dei giudici di Cassazione non ha riconosciuto l'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro dichiarando prescritte tutte le condanne per omicidio colposo plurimo. Annullate anche alcune delle condanne per disastro colposo con rinvio alla Corte di Appello solo per alcuni profili di colpa.

"E' una sentenza da brividi - ha commentato Daniela Rombi -. Non ci posso ancora credere che sia potuto succedere tutto questo. E' stato utilizzato un linguaggio complicato anche per gli avvocati. La realtà è diventata fantasia, la cosa più grave è che abbiamo tolto l'incidente sul lavoro e questo per una mamma è un dolore grande come quando è morta mia figlia".

I familiari delle vittime, da sempre in marcia per chiedere verità e giustizia, oggi erano divisi, alcuni hanno deciso di andare a Roma altri sono rimasti a Viareggio con i cuori uniti. 

A Roma c'è anche Luciana Beretti con al collo la foto del figlio Federico Battistini e di sua nuora Elena Iacopini, anche loro morti dopo il disastro ferroviario, "Sarei pronta per andare subito a occupare il Parlamento. Per 11 anni e mezzo siamo stati zitti, buoni e abbiamo ascoltato di tutto in silenzio. Ma dopo questa sentenza non si può più. Io sono pronta ad agire".

Collegato con Roma da Viareggio, Marco Piagentini presidente dell'associazione dei familiari delle vittime che nell'esplosione ha perso la moglie due figli piccoli, subito dopo la sentenza ha commentato "Il dolore che abbiamo oggi nel cuore è lo stesso del 29 Giugno. Oggi non piangiamo, domani leggeremo le carte. Noi speravamo nella giustizia. E' chiaro che dobbiamo capire con i nostri avvocati che cosa è successo. Periti da tutta Italia e Europa sono venuti a raccontare lo stato delle ferrovie. Oggi si scrive una pagina triste perché nuovamente la parola prescrizione torna in un processo così importante per il Paese".

"Siamo amareggiati, vedremo le motivazioni ma da un certo punto di vista non è finita", ha detto Tiziano Nicoletti, legale dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, dopo la pronuncia delle Cassazione. "La cosa più grave di questa sentenza - ha aggiunto - è che non è stata riconosciuta l'aggravante del mancato rispetto della normativa relativa alla sicurezza sul lavoro, anche perché ha portato alla prescrizione del reato di omicidio colposo".



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