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Attualità martedì 21 luglio 2020 ore 10:12

Un drone per monitorare la costa dall'alto

Monitoraggi ad alta quota per analizzare lo stato di salute e quantificare la presenza di rifiuti. Prime ricognizioni sul litorale di San Rossore



VIAREGGIO — Un drone monitora la costa con l'obiettivo di analizzarne lo stato di salute e quantificare la presenza di rifiuti. Il progetto è condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche con gli Istituti di scienze marine (Ismar) di Lerici (La Spezia) e di fisiologia clinica (Ifc) di Pisa.

le prime ricognizioni condotte dal gruppo ReFly del Cnr-Ifc hanno riguardato il litorale di San Rossore, area naturale protetta delle province di Pisa e Lucca.

"L’indagine, la prima in Italia ad aver utilizzato un drone per l’analisi del marine littering - spiega Silvia Merlino, ricercatrice del Cnr-Ismar di Lerici- ha fatto emergere elementi interessanti: abbiamo riscontrato, ad esempio, che la velocità di accumulo dei rifiuti è influenzata anche dalla dimensione degli oggetti: questo è vero specialmente per materiali come il polistirolo espanso, poco denso e che tende a disperdersi facilmente. Anche la stagionalità è un fattore chiave: densità di accumulo maggiori si hanno, infatti, in autunno e in inverno. Per quanto riguarda la distribuzione spaziale, invece, emerge una tendenza degli oggetti ad accumularsi maggiormente a ridosso delle dune, che caratterizzano il paesaggio delle spiagge monitorate, aiutate in ciò dalla presenza di materiale vegetale come tronchi e grossi rami, che ne ostacolano il ritorno in mare e che, purtroppo, ne favoriscono invece la frammentazione con conseguente produzione di microplastiche. Per contro, abbiamo rilevato come, su una spiaggia liberata completamente da tali oggetti, si ristabilisca un nuovo equilibrio dinamico già nell’arco di poche settimane”.

Il monitoraggio ad alta quota indagherà anche sulla eventuale dispersione di guanti e mascherine.

“L’utilizzo di droni con finalità di monitoraggio ambientale presenta molteplici vantaggi: consente di osservare porzioni di territorio anche molto estese, riesce a penetrare in luoghi inaccessibili, e garantisce la ripetibilità spaziale delle ricognizioni grazie a voli automatici - conclude Marco Paterni, referente delle attività di monitoraggio nell'ambito della dispersione di rifiuti in ambiente del gruppo ReFly Cnr-Ifc-. In un prossimo futuro, i droni utilizzati in volo non a vista (Bvols) potranno fornire un ottimo supporto alla gestione di parchi marini e riserve, contribuendo all’individuazione delle zone a rischio di accumulo di detriti e rifiuti plastici, diventando strumento chiave per la gestione degli interventi di rimozione, evitando così il loro degrado e frammentazione”.



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