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sabato 22 settembre 2018

Cronaca giovedì 06 settembre 2018 ore 17:49

La pesca in apnea in porto gli costa parecchio

Un uomo è stato segnalato da alcuni diportisti in transito. La guardia costiera è intervenuta ma il pescatore, in un primo momento, è fuggito



VIAREGGIO — La segnalazione è giunta alla sala operativa della Capitaneria di porto da alcuni diportisti in transito: un uomo stava pescando in apnea proprio all’imboccatura del porto di Viareggio, nel tratto di mare compreso tra lo stabilimento balneare Flora ed il fanale rosso di ingresso, mettendo in pericolo l’incolumità propria e dei naviganti.

La Guardia Costiera è intervenuta con una motovedetta e con personale via terra, notando un soggetto risalire rapidamente gli scogli e, ancora bagnato, allontanarsi a passo svelto in direzione di una bicicletta parcheggiata lungo il molo.

Sulla bicicletta si trovavano un grosso zaino ed altre attrezzature. I militari hanno chiesto all’uomo se la bicicletta fosse sua, ricevendo tuttavia risposta negativa, tanto che l’uomo si è allontanato a piedi.

All’interno dello zaino i militari hanno rinvenuto, oltre ad alcuni oggetti personali tra cui un telefono cellulare, varie attrezzature da pesca ed una modica quantità di pescato.

Dalle verifiche effettuate nelle ore successive tramite il gestore telefonico, nel frattempo la scheda telefonica era stata disattivata dal proprietario, i militari del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Viareggio sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo, un 46enne di Viareggio, già noto alle forze dell’ordine, poi riconosciuto dai militari come la persona allontanatasi a piedi dal molo.

Nei confronti del soggetto è stato quindi elevato un verbale amministrativo da mille euro per pesca sportiva in zona vietata, con il sequestro degli attrezzi da pesca (tra cui una maschera, una fiocina, un paio di pinne e un retino). Sono stati invece restituiti gli effetti personali e la bicicletta.

La guardia costiera ha ricordato che esiste "il divieto di pesca e balneazione entro cento metri dalle imboccature dei porti, dal momento che tali attività possono essere estremamente pericolose per la sicurezza della navigazione, anche in considerazione dell’intenso traffico diportistico di questi ultimi giorni d’estate".



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