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Attualità Martedì 25 Agosto 2026 ore 17:05

E' morto Michele Zappella, pioniere degli studi sull'autismo

Michele Zappella
Michele Zappella
Foto di: AIRETT - Associazione Italia sindrome di Rett / Facebook

Luminare nella neuropsichiatria infantile, nato in Versilia e carriera a Siena, il professore aveva 90 anni. Una vita nella mente dei bambini



SIENA — Una vita nella mente dei bambini, per aiutarli a essere capiti e a capirsi, sollevandoli dal peso delle etichette: è morto a 90 anni il professor Michele Zappella, neuropsichiatra infantile di fama internazionale che tra i primi studiò a fondo l'autismo.

Nato a Viareggio, ha legato la sua carriera a Siena dove si è spento. Proprio l'azienda ospedaliero-universitaria senese esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professore "figura di primo piano della Neuropsichiatria Infantile italiana e fondatore della Neuropsichiatria Infantile a Siena". 

Research Coordinator della Foundation for Autism Research di New York, è autore di 350 articoli scientifici e numerosi libri.

Il legame con Siena era cominciato nel 1973, con la nomina a primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale, incarico mantenuto fino al 2006: "Nel corso della sua lunga attività professionale all’interno dell’Azienda - ricostruisce una nota - il professor Zappella ha dato un contributo fondamentale alla nascita e allo sviluppo della disciplina a Siena, facendo crescere un servizio che nel tempo è diventato un punto di riferimento per l’assistenza, la ricerca e la formazione".

Clinico, studioso e docente, ha dedicato la propria vita professionale alla comprensione e alla cura dei disturbi neuroevolutivi, affiancando alla pratica clinica una costante attività di ricerca e una straordinaria capacità di cogliere precocemente temi e prospettive destinati ad assumere un ruolo centrale nello sviluppo della disciplina. 

"Nel corso della sua carriera ha formato generazioni di medici e professionisti, trasmettendo non soltanto conoscenze scientifiche e competenze cliniche, ma anche curiosità, capacità di osservazione e attenzione alla complessità e all’unicità di ogni bambino. Accanto alle sue qualità professionali e scientifiche, chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui ne ricorda le doti umane e l’ironia, oltre alla capacità di essere vicino alle persone. Era attento a ciascuno, dallo studente al collaboratore e soprattutto ai pazienti e alle loro famiglie, e sapeva instaurare relazioni autentiche e profonde, lasciando un segno significativo in quanti hanno avuto l’opportunità di condividere con lui un tratto del proprio percorso professionale e umano".


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