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domenica 10 dicembre 2023

PAGINE ALLEGRE — il Blog di Gianni Micheli

Gianni Micheli

Diplomato in clarinetto e laureato in Lettere, da sempre insegue molteplici passioni, dalla scena alla scuola, dalla scrivania alla carta stampata, coniugando il piacere della scrittura con le emozioni del confronto con il pubblico, nei panni di attore, musicista, ricercatore, drammaturgo e regista. Dal 2009 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana riversando nella scrittura del quotidiano le trame di un desiderio di comunicazione in cerca dell’umanità dell’oggi, ispirata dalle doti dell’intelligenza, della sensibilità e della ricerca della felicità immateriale.

​Appello con i guanti

di Gianni Micheli - mercoledì 08 novembre 2023 ore 08:00

Lo ammetto: per lavare i piatti utilizzo i guanti di plastica, quelli classici, quelli che si trovano al supermercato. Quando serve, e quando il lavastoviglie non serve, i guanti sono un valido aiuto. Gialli, rossi, blu... danno anche un tocco di colore alla cucina - non solo alla cucina - e a quel che resta nel piatto. Eppure... eppure c'è una parte di me che scuote la testa. Una che soffre. Una che mastica amaro.

Dici tu: sarà colpa dei pregiudizi... dell'educazione... di modelli comportamentali obsoleti...

Macché! Il problema sono i guanti. Sono loro a non essersi adeguati ai tempi che cambiano. La parte che scuote la testa è quella che cerca i guanti sullo scaffale. La parte che soffre è quella che li indossa, di nervi, muscoli e ossa. La parte che mastica amaro è quella che non capisce e se, da un lato, non riesce a spiegarsi perché non esista una misura adatta alle mani che s'è ritrovata in sorte, dall'altro continua a domandarsi: forse dovrei non averne bisogno?

Possibile che i guanti per lavare i piatti siano fonte di brutti pensieri?

Quando certificano un'eccezione, un'anormalità: le tue mani non sono "nella norma", sono troppo grandi, sono al di fuori di quella percentuale che, economicamente, fa sì che la domanda di guanti per lavare i piatti sia soddisfatta?

Quando incrinano l'etica e l'empatia: tu non dovresti lavare i piatti, qualcuno dovrebbe lavarli per te?

Quando sottolineano l'evidenza dello stereotipo: non vedi quanto sono grandi le tue mani? Lavare i piatti è una cosa da femmine?

Quando accarezzano l'anacronismo: si stava meglio quando si stava peggio e se non tutti... i maschi di sicuro?

Quando spingono all'ignavia: che fatica restare al passo con i tempi?

Possibile?

Appello al costruttore di guanti da cucina: lavare i piatti è cosa buona e giusta, per tutti. Tu lo sai. E se i guanti ci sono forse è meglio, forse si fa prima, forse stanno meglio anche le mani. Tu lo sai. Ma allora... qual è la ragione che ti spinge a non sfidare il commercio con la vendita di guanti casalinghi taglia 11 o XXL? È forse colpa dei pregiudizi? Degli addetti alla vendita al dettaglio? Di modelli economici obsoleti?

Gianni Micheli

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