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Sabato 24 Gennaio 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​I vestiti nuovi degli imperatori baltici

di Adolfo Santoro - Sabato 24 Gennaio 2026 ore 08:00

Questo mio contributo va letto all’interno dell’osservazione di una serie di fenomeni che sembrano accompagnare la narrazione del presunto nuovo ordine mondiale. Questa narrazione comprende a sua volta alcuni epifenomeni, che vanno

- dall’uso manipolativo della ricerca di sicurezza, che l’uomo-massa ha da sempre implorato nel dio delle religioni rinunciando alla propria assunzione di responsabilità di Uomo,

- alla divisione del mondo condiviso in imperi di influenza basata sulla deterrenza militare e commerciale (né più, né meno di quel che succede nel gioco Risiko),

- alla spettacolarizzazione della politica, trasformata in comparsate mediatiche, all’interno di fazioni che preludono alla guerra civile (e, in ciò, l’uomo-massa è educato dai media che promuovono gare - nello sport, in cucina, nell’arredamento, se la citazione si limita agli ambiti più buffi),

- al silenziamento dell’informazione, che si manifesta anzi tutto nel negazionismo pragmatico degli effetti del riscaldamento globale: due imperi – gli USA e la Russia - sembrano fondare il loro potere sullo scioglimento dei ghiacci dei poli in funzione della costruzione di strumenti energivori di difesa, basati sull’Intelligenza Artificiale, che ha bisogno di ampi spazi disabitati e ricchi di acqua,

- al controllo della dissidenza interna attraverso l’uso di strumenti di sorveglianza invisibile - forniti dall’alta tecnologia - , ma onnipresente, che spinge gli individui ad autocensurarsi e a conformarsi agli standard dominanti; tale epifenomeno ha preso il nome di panopticon digitale ed è ormai in grado di controllare, attraverso algoritmi, che registrano le passioni di ogni abitante della Terra che acceda alle piattaforme mediatiche e non viva nei boschi,

- alla sensazione diffusa che il vero nemico non provenga da est, ma da ovest, attraverso la guerra commerciale e la guerra cronica fatta dall’alternarsi di blitz militari e di guerra cronica poco visibile; Daniel L. Davis, ex tenente colonnello dell’esercito USA e noto analista politico-militare, descrive i blitz USA così: Uno dei problemi che, secondo me, si sta creando qui e di cui mi preoccupo molto, è che Trump si trova in una situazione in cui non ha veri limiti all’uso dell’esercito. Non li ha a livello interno: parlo dell’opinione pubblica … del rispetto per la Costituzione … anche se ciò viola qualsiasi norma internazionale … ha bombardato in Paesi stranieri …, anche se bisogna ricordare che i democratici – compresi Obama e Biden – avevano fatto quasi le stesse cose, anche se in modo più manipolativo.

Il silenziamento dell’informazione, dei giudici e delle Costituzioni si manifesta, d’altra parte, nei singoli Paesi, e soprattutto nelle giovani generazioni, attraverso la dequalificazione di scuole e famiglie: anche in Italia le risposte evasive della Presidente del Consiglio alle domande sull’uso del programma-spia Paragon fornito al governo da Israele, il presunto uso disinvolto di programmi-spia presenti nei computer di ogni giudice italiano - adombrato nella trasmissione Report di domenica prossima – e l’acrimonia dei sostenitori del al referendum che si dovrebbe tenere nel prossimo marzo sono aspetti di questa narrazione globale.

All’interno della riflessione su questa narrazione prenderebbe troppo spazio descrivere le figuracce da vestiti nuovi dell’imperatore collezionate da Trump:

- la retromarcia sulla Groenlandia a Davos (limitata dal segretario della NATO, il lecchino Rutte),

- il Board of peace sulla Palestina, formato da una ventina di Paesi autocrati, che aspirava ad essere una seconda ONU, ma che ha solo sdoganato Putin a livello dell’Occidente,

- le violenze della squadraccia ICE su inermi cittadini ,

- il crollo della popolarità che prelude ad una sconfitta elettorale nelle elezioni di medio termine (non sarebbe una novità l’annullamento dei risultati di queste elezioni da parte di Trump),

- i problemi con la Corte suprema, che deve pronunciarsi sul tema fondante della democrazia: quello della separazione dei poteri, che Trump (e non solo lui nell’Occidente democratico) ha ripetutamente violato.

Il panorama politico non è però solo melma. Ad esempio a Davos c’è stato il discorso dignitoso del primo ministro canadese, Mark Carney, che, al contempo ha provveduto a stringere rapporti commerciali con la Cina dimostrando (anche all’Europa) come si fa a convivere con un vicino-elefante (come l’ha chiamato un mio amico).

I vestiti nuovi dell’imperatore non sono un’esclusività di Trump: in una recente intervista il politologo russo Sergej Karaganov ha dichiarato, rammentando all’Europa l’importanza dell’esame di realtà, che uno dei compiti della Russia, tra gli altri, è quello di riportare l’Europa alla ragioneciò possa essere fatto senza l’uso di armi nucleari, ma solo attraverso la minaccia del loro utilizzo … se gli europei continueranno a sostenere la guerra, sacrificando milioni di ucraini, la pazienza e la tolleranza della Russia si esauriranno e dovremo punirli duramente, auspicabilmente in modo limitato. L’eccitazione di giocare col fuoco non è dunque solo propria degli Imperi, ma gli ex-imperi si danno da fare e anche le pulci hanno la tosse!

Alla fine dello scorso anno Angela Merkel, ampliando quanto aveva già scritto nella sua autobiografia, Libertà, ha accusato, attraverso una dichiarazione al portale ungherese Partizán, Polonia e Stati Baltici di aver fatto fallire la continuità dei suoi tentativi diplomatici con Putin. L’ex-primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha reagito con veemenza, mentre Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera Ue,è stata zitta, rispondendo però indirettamente con dichiarazioni come quella proferita il 25 gennaio di un anno fa: Dobbiamo prepararci alla guerra contro la Russia. A questa uscita della Kallas aveva risposto il Presidente nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo: Le dichiarazioni dell’Alto rappresentante per la politica estera UE Kaja Kallas sono irresponsabili e pericolose. Parla di prepararci alla guerra quando finalmente, e tardivamente, si comincia a parlare di negoziato e di pace, dopo il palese fallimento di tre anni di sanzioni alla Russia e di armi all’Ucraina come unica politica dell’UE, e dopo centinaia di migliaia di morti. Scontiamo tre anni di vuoto della politica e della diplomazia; è ora che l’UE torni sulla sua strada di forza di cooperazione e di pace come previsto dal Trattato di Lisbona. Ricordo che la nostra Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Gli europarlamentari italiani facciano sentire nelle sedi UE la voce della grande maggioranza dei cittadini del nostro Paese contrari a qualsiasi delirio bellicista.

Ma chi è Kaja Kallas?

- È nata nella Repubblica Socialista Sovietica Estone nel 1977. L’Estonia ha una storia travagliata: indipendente dal 1920, venne occupata dall’Armata Rossa nel 1940, dopo il patto Molotov-Ribbentropp dell'agosto 1939, poi venne liberata dai nazisti e infine rioccupata dall’Urss, nel 1944; nel 1991, alla dissoluzione dell’Urss, l’Estonia ridivenne uno stato indipendente. Suo padre, già primo ministro tra il 2002 e il 2003, fu successivamente tre volte commissario europeo (abituato, dunque, come il padre della von der Leyen alle burocrazie europee); la madre e la nonna furono deportate in Siberia nel 1941 per poi rientrare in patria dieci anni più tardi.

- Laureata in legge, ha aderito al partito di area liberale fondato dal padre e nel 2021 è diventata primo ministro, guidando un governo di coalizione con il Partito di Centro. Subito dopo ha denunciato il gasdotto Nord Stream 2 sottolineando che la dipendenza dell'Ue dal gas russo era un grosso problema politico.

- Al di là delle disavventure sue e della sua famiglia, ha la Kalls le capacità politiche e culturali per assolvere al delicato compito cui è stata scelta? Il disastro economico, l’irrilevanza strategica e il ridicolo-disprezzo da parte della Comunità Internazionale farebbero propendere per il no! Le sue gaffes sono leggendarie! Ha auspicato la dissoluzione della Federazione Russa in repubbliche in guerra tra loro con seimilacinquecento testate nucleari alla ricerca di un padrone.

- Ha dichiarato a L’Aria che tira (sublime trasmissione giornalistica italiana che fa la gara con Porta a porta): Ormai è chiaro a tutti (a tutti chi?) che Putin non vuole la pace, la Russia ci odia e vuole distruggerci (ma pensa, benedetta figliola, a quello che devi fare tu per fare pace, altrimenti mostri tutta la depressione tua, dei tuoi familiari e dell’etnia di cui fai parte … dipendi così dal tuo nemico!), l’unica cosa che capisce è la forza, ecco perché dobbiamo essere forti, uniti, e fare pressione, tutti, non solo noi europei! (agli ordini signora generalessa … il solo problema è che Marco Rubio ha rifiutato d’incontrarti!). Le sanzioni stanno funzionando, nonostante quello che dice la Russia (tradotto nel linguaggio del reale: Le sanzioni stanno impoverendo l’Europa, nonostante le balle che vi stiamo raccontando!). Possiamo spingere ancora di più, ancora e ancora, finché anche loro vorranno la pace! (Mah!)

- Ha mostrato di non sapere della partecipazione della Cina alla seconda guerra mondiale e dei quasi venti milioni di morti cinese nella guerra sino-giapponese!

- Nel marzo dello scorso anno ha presentato il Libro bianco congiunto per la prontezza della difesa europea 2030: 22 paginette piene di banalità!

- Durante gli incontri di fine novembre scorso a Ginevra tra le delegazioni ucraine, USA ed europee per discutere il piano di pace proposto da Trump la nostra ineffabile liceale ha obiettato è Mosca che deve fare concessioni e ridurre i soldati.

La Kallas non è però la sola baltica nel governo europeo. Il lituano Andrius Kubilius ha il compito, nella Commissione von der Leyen II, di potenziare le capacità industriali e gli investimenti europei nei settori strategici di difesa e spazio. Il lettone Valdis Dombrovskis - quello che nel decennio scorso umiliò la Grecia in difficoltà attraverso il rigore economico e che ora non usa lo stesso rigore nel ReArmEurope, un’imposizione mortale per l’Europa, per lo meno per l’Europa non ricca – è Commissario per l’Economia.

Ma anche nel versante interno gli Stati Baltici non scherzano! Un esempio eclatante è la Lituania, un Paese che, fino a qualche tempo fa, era ai primi posti delle classifiche di democrazia e di libertà di stampa!

Non mi dilungherò sull’autolesionismo del Partito socialdemocratico lituano, che è riuscito a riesumare Remigijus Žemaitaitis (un politico alla Orban, sospettato anche di corruzione) e il suo partito Nemuno Aušra, che ora è in un governo di coalizione. Il nuovo governo ha immediatamente puntato i riflettori sulla LRT, l’emittente pubblica nazionale, diventata il terreno di scontro su cui si gioca il futuro dell’indipendenza editoriale il Lituania: a novembre 2025 Nemuno Aušra ha presentato, tra l’altro, una risoluzione contro LRT, accusata di essere uno strumento di propaganda. Questo atto di Žemaitaitis appare come una vendetta contro i media, che costui accusa di essersi mobilitati nell’informare l’opinione pubblica circa i suoi processi per corruzione. Il governo ha usato, in questa lotta contro LRT, la procedura d’urgenza che sarebbe riservata alle crisi nazionali e alle emergenze di sicurezza. Questo abuso ha scatenato l’opposizione, che ha attivato un ostruzionismo con un centinaio di emendamenti, alcuni dei quali assurdi, come quello di una deputata, che postulava che il licenziamento del direttore di LRT richiedesse anche l’approvazione dello specifico gatto di un’altra deputata. Incredibilmente l’emendamento del gatto è stato approvato! Ne sono conseguite la mobilitazione dell’opinione pubblica e forme di protesta dei giornalisti di LRT, che trasmettevano momenti di silenzio durante i telegiornali.

A ciò si aggiunga l’approvazione di un’altra legge che permetterà, dall’anno in corso ai Servizi Speciali di perseguire chiunque abbia legami con la Russia, inclusi quelli familiari e commerciali: tali Servizi potranno, senza alcuna autorizzazione di un giudice (che potrebbe essere concessa a posteriori, 24 ore dopo),

- ottenere segretamente impronte digitali, campioni vocali, odore e altri prelievi da una persona;

- utilizzare materiali o altri metodi di marcatura di esseri umani ai fini della loro identificazione;

- acquisire equipaggiamento speciale, esplosivi e materiali esplosivi oltre alle armi d’ordinanza.

Ciò conferma che lo stato di guerra cronico logora … e non solo l’economia!

Analizzerò la prossima volta altre forme di Panopticon digitale.

Adolfo Santoro

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