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Martedì 03 Marzo 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Ora come allora

di Nicola Belcari - Martedì 03 Marzo 2026 ore 08:00

“Niente di nuovo sotto il sole”

Nei gloriosi secoli del Rinascimento, monarchie, signorie, ducati, granducati, da Stati nazionali a città semindipendenti, il potere era appannaggio di una famiglia e si trasmetteva dal padre al primogenito a volte con intervalli di reggenza delle madri.

In alcune signorie la famiglia era la più ricca della città, è questo il caso dei Medici a Firenze. Prendiamo come esempio il periodo di Lorenzo il Magnifico considerato tra i migliori governanti del suo tempo e non solo. Almeno col ramo principale, prima del titolo granducale, i Medici governano di fatto tramite una ragnatela di alleanze, dipendenti, sottoposti a vario titolo, soci in affari, amici fidati, clientes; una ragnatela fuori dei confini dello Stato consolidata da matrimoni tra le famiglie più potenti e successivamente con un orizzonte più ampio con unioni dinastiche “internazionali”.

Il potere era quasi assoluto. Si mantenevano le cariche repubblicane, ma di fatto comandava il Medici di turno; capo di un regime plutocratico (un termine purtroppo inquinato dall’uso strumentale e antidemocratico che ne è stato fatto nel passato). Lorenzo il Magnifico fu un despota illuminato che non mancò di ricorrere agli stessi mezzi feroci di altri signori. Il sacco di Volterra ne è un esempio. Amante della pace soprattutto quando la guerra era svantaggiosa o insostenibile per la propria forza.

Il primo obiettivo dichiarato senza ipocrisia era la ricchezza personale e della famiglia, quando serve anche a spese dei parenti e degli interessi dello Stato. Tutti i mezzi sono leciti. Anche guerre locali, quelle che era sicuro di vincere, per quelle di esito incerto era un “pacifista”.

Il potere della famiglia (banchieri del Papato) era quello del denaro, un fiume di denaro. È il potere del denaro, per il denaro, col denaro. Oggi mutate le forme la sostanza non è la stessa? Anzi sempre più spesso i magnati o tycoon che dir si voglia, stanchi di prestanome gestiscono la cosa pubblica in prima persona.

I metodi sono i soliti. A seconda delle situazioni: leggi eccezionali dettate da emergenze vere o presunte, sistemi elettorali manipolabili, sequestro dei beni dei nemici, ecc. Guerre combattute per il monopolio dei commerci, il sale, l’allume allora, oggi il petrolio o altre materie prime.

Non si esita a ricorrere a mezzi sbrigativi con corpi speciali che non devono rendere conto dell’operato per quello che è definito “lavoro sporco” che fa comodo a tutti, secondo un non detto o sussurrato in privato, tutti quelli che ne beneficiano s’intende.

I privilegi, le angherie, il lusso sfrenato erano comuni. Gli scandali sessuali non erano nemmeno scandali costituendo la normalità: lo stuolo di amanti a doppia cifra, un esercito agguerrito i figli illegittimi. Le perversioni e la pederastia diffuse tra i principi come tra il clero.

Dall’Ottocento si è travestita d’ideologia una lotta che è sempre stata personale per il potere, i soldi, e un po’ di ambizione.

Nicola Belcari

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