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Domenica 12 Aprile 2026

RACCOLTE & PAESAGGI — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI vive e lavora in Valdera. Ama scrivere e dipingere e si definisce così: “Non sono un poeta, ma solo uno che scrive poesie. Non sono nemmeno uno scrittore, ma solo uno che scrive”.

Odi et amo

di Marco Celati - Domenica 12 Aprile 2026 ore 08:00

Si pensa che il bene sia mancanza di male. E viceversa. E che ciò valga anche per le diadi amore e odio, vita e morte. Ma queste dicotomie sono così nette e contrapposte? Forse no. Noi possiamo fare sia bene che male. Ne siamo ugualmente capaci. Di amore c’è chi fa arte e di odio chi propone lezioni. E noi odiamo e amiamo. Odi et amo è un verso di Catullo: Odio e amo. Perché lo faccia, forse chiederai. Non lo so, ma sento che accade e mi tormento”. Al di là dell’eros, se poi si tratta di odiare gli indifferenti possiamo convenire, anche se sarebbe preferibile usare il verbo “detestare”. Ho sentito dire in un film che “le persone sono incapaci di non amare”.Bello e senz’altro vero. Tuttavia, almeno a giudicare da quello che succede nel mondo e pur considerando che ciò ha cause ben più complesse, sembrerebbe anche vero il contrario. E cioè che le persone sono altrettanto incapaci di non odiare.

Soltanto tra vita e morte c’è una sorta di conventio ad escludendum,come per i comunisti nel dopoguerra: quando c’è la vita non c’è la morte, e viceversa. Ma non per ciò vale dire, con Epicuro, che la morte in fondo non esiste, perché non c’è in presenza della vita e che quindi non è nulla, né per i vivi né per i morti". Perché in questo caso saremmo per par condiciocostretti ad affermare che nemmeno la vita esiste pienamente, dato che sappiamo fin dalla nascita che moriremo. Anche se Hannah Arendt e oggi Massimo Recalcati sostengono che gli esseri umani non sono nati per morire, ma per cominciare, la morte è un muro contro cui la vita s’infrange ed ha la peggio. Piuttosto potremmo convenire con Seneca, che è un processo continuo e ci accompagna, cosicché alla fine la maggior parte della morte è già passata" e conUngaretti che la morte si sconta vivendo. Allora nemmeno la dicotomia tra vita e morte risulterebbe così decisa e divisiva.

Insomma noi, tutte e tutti, siamo un mix di bene e di male, di amore e di odio, di vita e di morte. La differenza è che tra le prime due antinomie possiamo scegliere sempre. Tra vita e morte un po’ meno. A meno che non crediamo nell’immortalità dell’anima, nel suo continuum e nella sua resurrezione o reincarnazione che farebbero della vita e della morte solo un passaggio di forma e di sostanza. Un giovane poeta scomparso ha scritto: "I morti tentano di consolarci/ ma il loro tentativo è incomprensibile:/ sono i lapsus, gli inciampi, lindicibile/ della conversazione. Sanno amarci/ con una mano – e laltra allInvisibileCi basterebbe credere a una riva;/ a una luce che vada, scomparendo/ dietro gli scogli; o che un morto riviva,/ che si perda tornando”.

A volte mi pare che al mondo metà delle persone stia pensando male e l’altra metà lo stia facendo. Per fortuna altre volte sembra che lo stesso accada anche per il bene. Va detto comunque che, in “virtù” del mix tra bene e male, non si può fare impunemente il male, confondendolo col bene e giustificando tutto e tutti. Per questo, semmai, occorrono gli storici. Lunico indizio su ciò che luomo può fare è ciò che luomo ha fatto,è una frase del filosofo e storico britannico Robin George Collingwood, riportata dal recente film “Norimberga”. Un frammento attribuito ad Eraclito dice che "a ogni uomo è concesso di conoscere sé stesso ed essere saggio. Ancora prima di Socrate e dell’iscrizione gnōthi seautón”, conosci te stesso, incisa nel pronao del tempio di Apollo, quello della palla di pelle di pollo, a Delfi. Ho indagato me stesso e il retto pensiero è la massima virtù, la sapienza è dire e fare cose vere ascoltando e seguendo lintima natura delle cose, sono altri frammenti dell’Oscuro filosofo di Efeso del divenire e del conflitto tra opposti, ritenuto, chissà se a ragione, misantropo e pessimista.

Misantropi, filantropi o licantropi, pessimisti, ottimisti o riformisti, noi siamo dotati, per natura, per cultura e per fede, di libero arbitrio, a prescindere dagli uomini o dagli Dei. In ogni categoria, perfino tra i magistrati -un magistrato democratico di sinistra ci disse- ci sono fior di galantuomini e fior di mascalzoni. Perciò per giudicare, oltre noi stessi, il bene e il male delle nostre azioni è comunque necessario che i giudici siano autonomi e indipendenti. Tersi e terzi tra l’accusa e la difesa. La politica c’è e ci deve essere. Ma le Costituzioni esistono e sono date proprio perché sono costituenti di tutti e di ognuno: della polis e di noi stessi. E della virtù del pensiero, della sapienza e perfino dell’intima natura delle cose che sono e che cambiano. Perché i retti pensieri, i principi restano, ma gli ordinamenti non sono immobili. L’Oscuro l’ha detto chiaro.

Ci sono molte altre antinomie che scandiscono la nostra esistenza. Ad esempio quelle tra sonno e veglia e tra sogno e realtà. Personalmente e per quel che può interessare ho un sonno tardivo e disturbato da veglie e, similmente a quanto si è detto per la vita e la morte, se c’è il sonno non c’è la veglia e se vegli non dormi. Che, detto così, sembrerebbe un bell’assunto filosofico, ma, in pratica, è un discreto rompimento di coglioni. Per addormentarmi ricorro a pasticche gommose alla Melatonina. Le vendono in farmacia, ma le acquisto in rete per comodità e risparmio. Arrivano al Bar dietro l’angolo, non devo aspettare a casa e di spedizione e riconoscenza mi costano un caffè. Che non dovrei prendere per non restare sveglio. Ma la vita spesso e volentieri è contraddittoria. Alexa mi avverte di sua iniziativa quando devo ordinarle di nuovo. Ormai con l’Intelligenza Artificiale siamo entrati in confidenza.

Le pasticche non fanno granché, però sono dolci, ai frutti di bosco, e succhiarle a letto è divenuto un piacere e un rito, senza cui allora sì che non prenderei sonno! E la vita spesso e volentieri è anche un rito. Per non parlare del piacere. C’è scritto di assumerne una, prima di coricarsi e io faccio, nell’ordine, entrambe le cose. Però a notte alta, mentre ronzano nelle orecchie gli acufeni, ne prendo un’altra. E a volte, ad abundantiam,anche una Golia alle erbe alpine. Da quando sono al mondo, e non è poco, non ho mai fumato neanche una sigaretta e voglio provare che effetto fa drogarsi. Dopo la seconda pastiglia di Melatonina entro in un dormiveglia immemore, oblioso, sonnolento e sognatore. Veglia e sonno si confondono e pure sogno e realtà. Per non parlare della memoria: preferisco la pace e la tranquillità di dimenticare, piuttosto che la nevrosi di ricordare e giudicare. Quel che ne deriva è una sorta di filosofia televisiva tipo, la vita è un sogno? Calderón de la Barca. Oppure i sogni aiutano a vivere meglio? Gigi Marzullo. La vita, la realtà ci appaiono incerte e ci chiediamo che peso possiedano i sogni. Se ne possiedono. Tutto ciò ancora a dimostrazione che non esistono dualità assolute e manichee, come il bene distinto dal male. Perché non esiste l’Assoluto, nemmeno sotto mentite spoglie di verità. E noi esseri umani siamo un misto di sonno e di veglie, di sogni e realtà.

Marco Celati

Pontedera, Aprile2026

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P.S. Il film sulle persone incapaci di non amare è “The Whale”.Il giovane poeta scomparso è Gabriele Galloni, (1995-2020), iversi citati sono tratti da “In che luce cadranno”, nella raccolta "Gabriele Galloni, Sulla riva dei corpi e delle anime", Crocetti editore. Ne raccomando l’acquisto e la lettura. Si trova anche in rete. Al di là del fatto che l’amico Ivan da Lari consiglierà, ma solo per alcuni testi, apotropaicigesti,questo poeta era ed è veramente notevole. Spesso i migliori se ne vanno prima. La considerazione finale sul peso dei sogni non è marzulliana: trae ispirazione da un passo delle "Metamorfosi" di Ovidio, il mito di Biblide, illustrato in un incontro dellAICCdal professor Massimo Baldacci al quale si deve anche la presentazione di Gabriele Galloni.

Ciò detto, mi preme rassicurare lettori, redattori e familiari: le caramelle alla Melatonina e quelle alle erbe alpine non danno assuefazione. Forse le erbe alpine, ma solo a fumarle. E così, anche l’antinomia fra intelligenza e scemenza ce la siamo giocata.

Marco Celati

Articoli dal Blog “Raccolte & Paesaggi” di Marco Celati