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Sabato 02 Maggio 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​La Scienza dei Cittadini e i Cittadini per l’Aria

di Adolfo Santoro - Sabato 02 Maggio 2026 ore 08:00

La Citizen Science o scienza dei cittadini o scienza partecipata è una forma di collaborazione in cui volontari non professionisti lavorano insieme a scienziati per raccogliere, analizzare e interpretare dati scientifici. Sfruttando tecnologia e reti, permette la creazione di nuova conoscenza, promuovendo l’alfabetizzazione scientifica e la partecipazione democratica alla ricerca. Tu, caro cittadino, puoi così passare dal ruolo di nullafacente e che magari si lamenta a quello di raccogliere dati (monitoraggio naturalistico) a quello di co-progettare ricerche complesse. Gli ambiti riguardano l’ecologia, l’ambiente, l’astronomia, la salute pubblica e le scienze umane. Questa partecipazione aumenta la quantità e la portata dei dati, avvicina la società alla scienza e supporta decisioni basate su evidenze. Gli strumenti - App mobili, siti web e reti sociali - facilitano la condivisione di informazioni e aprono a pratiche di un mondo virtuoso, ad esempio, iNaturalist, Zooniverse e, in Italia, l’associazione Citizen Science Italia ETS.

Se restringi il focus alla lotta contro l’inquinamento atmosferico, ora hai l’opportunità di allargare i tuoi orizzonti! I Cittadini per l’Aria stanno organizzando, insieme a Transport & Environnement (T&E) Italia, un evento di incontro con le Istituzioni e con la Cittadinanza, che si terrà lunedì 15 giugno alla Gattaia, finalizzato all’elettrificazione della tratta Piombino-Portoferraio. L’elettrificazione risolverebbe, infatti, la dipendenza dai combustibili fossili e neutralizzerebbe alcuni effetti sulla salute determinati dall’esposizione ai fumi dei traghetti. I fumi dei traghetti contengono, infatti, numerosi inquinanti e, per il momento, ne cito solo tre: 1) il Particolato Fine e Ultrafine (PM 2.5 e PM 1.0), che, se inalato, può comportare importanti conseguenze a livello dei polmoni e dell’intero organismo, 2) gli ossidi di azoto, tra cui il biossido di azoto (NO2), che può arrecare irritazione e danni più gravi alle vie aeree, 3) l’anidride solforosa (SO2), irritativa per le mucose: da sola o in concorso con altri fattori può determinare asma e altre malattie respiratorie.

Nell’ambito della lotta all’inquinamento la Scienza dei Cittadini ha raggiunto risultati significativi. In India i cittadini di Patna e Gurgaon hanno utilizzato sensori a basso costo e l'app VAYU per generare oltre 1 milione di punti dati, il che ha permesso di identificare hotspot di emissioni (punti critici) di Particolato, prima invisibili ai monitoraggi ufficiali, influenzando direttamente le politiche sanitarie locali. All’interno del progetto CurioSAIRE, in diverse città europee, migliaia di cittadini hanno installato piccoli tubi di campionamento fuori dalle proprie finestre per misurare il biossido di azoto (NO2); i dati raccolti sono stati così precisi da costringere alcune amministrazioni a rivedere le zone a traffico limitato. Il risultato più grande, però, è la democratizzazione della scienza: l’inquinamento non è più un dato astratto in un rapporto tecnico, ma una realtà misurabile che i cittadini possono usare per reclamare il proprio diritto a un ambiente sano.

La Scienza dei Cittadini è, inoltre, lo strumento principale per monitorare le plastiche nei fiumi e negli oceani(Source-to-Sea"): all’interno del progetto Plastic Piratesmigliaia di giovani in tutta Europa campionano i rifiuti lungo i fiumi; questi dati alimentano il database europeo sulla plastica, permettendo agli scienziati di capire come i rifiuti viaggiano dall’entroterra al mare. I volontari del Monitoraggio dei Micro-investigatori hanno contribuito a mappare la distribuzione delle microplastiche (< 5 mm) nei corsi d'acqua, un compito che richiederebbe decenni se affidato solo a team di ricerca professionale.

Risultati dell’attività della Scienza dei cittadini sono stati ottenuti anche nell’ambito del monitoraggio dell’acqua e dei contaminanti chimici: all’interno del progetto Dragonfly Mercury Projectpiù di 4.500 cittadini USA hanno raccolto larve di libellula in oltre 100 parchi nazionali americani; poiché le larve accumulano mercurio, sono diventate sentinelle biologiche e i risultati hanno fornito una mappa dettagliata del rischio da mercurio a livello nazionale, aiutando il National Park Service a proteggere la fauna selvatica. All’interno del progetto Freshwater Watch migliaia di volontari in tutto il mondo testano regolarmente la qualità dell’acqua dolce nei loro quartieri misurando nitrati e fosfati; in Cina, ad esempio, l’uso di app come Black and Smelly Waters ha permesso ai cittadini di segnalare scarichi illegali, portando alla bonifica di centinaia di canali urbani.

La Scienza dei Cittadini contribuisce ufficialmente al monitoraggio degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU: questi dati sono oggi riconosciuti come validi per monitorare l'SDG 6 (acqua pulita) e l'SDG 14 (vita sott’acqua) e hanno favorito progressi nell’inquinamento marino. I suoi vantaggi sono a) copertura di migliaia di km contemporaneamente; b) gli inquinanti sono rilevati proprio dove le persone vivono e respirano; c) chi partecipa tende a cambiare abitudini, ad esempio riduce l'uso di plastica; d) i dati dei cittadini mettono pressione alle aziende e ai governi affinché rispettino le normative ambientali (accountability).

L’accountability è il principio di responsabilità e rendicontazione per cui un soggetto (individuo o organizzazione) è chiamato a rispondere delle proprie azioni, decisioni e risultati, dimostrando di aver agito correttamente. Ciò implica la trasparenza, l’essere aperti alla valutazione da parte di terzi.

Ci può essere accountability grazie a tre fattori chiave: a) Dati aperti (Open Data): pubblicare i risultati online rende impossibile per le autorità ignorarli; b) validazione scientifica: la collaborazione con università ha reso i dati "inattaccabili" dal punto di vista tecnico; c) Media e Advocacy: l’uso dei dati per creare narrazioni forti che hanno mobilitato l’opinione pubblica.

In diversi casi, i dati raccolti dai cittadini sono stati ammessi in tribunale, portando a sanzioni e nuove regolamentazioni. In Texas (USA) c’è il caso Formosa Plastics, in cui i cittadini hanno monitorato per anni gli scarichi di pellet di plastica (nurdles) nelle acque locali; grazie alla rigorosa raccolta sistematica di campioni, sono riusciti a vincere una causa da 50 milioni di dollari contro il gigante petrolchimico Formosa Plastics, che è stato obbligato a raggiungere lo scarico zero di plastiche. In Europa, all’interno del progetto SensJus, il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea ha studiato come il monitoraggio civico possa diventare una prova legale. In Italia e altri paesi europei, le segnalazioni basate su sensori cittadini hanno spinto le autorità locali a intervenire su discariche abusive o emissioni industriali che i controlli ufficiali non avevano rilevato.

Quando i dati mostrano una realtà diversa da quella ufficiale, i governi sono costretti ad agire per non perdere credibilità. In molte città indiane, all’interno del Piano d’Azione Nazionale per l’Aria Pulita, i dati dei sensori a basso costo installati dai cittadini hanno rivelato livelli di PM2.5 molto più alti di quelli dichiarati: questa discrepanza ha generato una tale pressione mediatica che il governo ha dovuto espandere la rete di monitoraggio ufficiale e integrare i dati della citizen science nel piano nazionale per la qualità dell'aria. Ad Anversa (Belgio), all’interno del progetto CurieuzeNeuzen, oltre 20.000 cittadini hanno misurato il biossido di azoto (NO2) fuori dalle loro case; i risultati hanno mostrato che l’inquinamento non era solo sulle strade principali, ma penetrava profondamente nei quartieri residenziali; questo ha portato il governo fiammingo a varare nuove misure restrittive sul traffico e a investire massicciamente nella mobilità sostenibile.

In alcuni paesi, la Scienza dei Cittadini ha rotto il monopolio delle informazioni ambientali detenuto dalle industrie: in Cina la Blue Map App, sviluppata dall’Institute of Public and Environmental Affairs (IPE), permette ai cittadini di visualizzare in tempo reale i dati sulle emissioni delle fabbriche; se un’azienda supera i limiti, i cittadini possono taggarla sui social media o segnalarla; questo sistema di social accountability ha spinto migliaia di aziende a rispondere pubblicamente e a correggere le violazioni per evitare danni alla reputazione. In Argentina, nel bacino del fiume Matanza-Riachuelo (uno dei più inquinati al mondo), piattaforme come Qué Pasa, Riachuelo hanno permesso ai cittadini di monitorare le promesse di bonifica del governo; la pressione costante ha accelerato l’implementazione di sistemi di depurazione prima stagnanti.

A livello globale, la Scienza dei Cittadini ha ottenuto un riconoscimento di accountability istituzionale senza precedenti: l’ONU ora riconosce ufficialmente i dati dei cittadini per il monitoraggio degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Ad esempio, per l’obiettivo 14.1.1 (rifiuti marini), i dati provenienti da iniziative di pulizia delle spiagge gestite da cittadini sono stati usati da molti paesi per compilare i rapporti ufficiali, obbligando i governi a dare conto delle proprie strategie di riduzione della plastica.

In Europa, e specialmente in Italia, c’è un esempio magistrale di come la Scienza dei Cittadini sia passata dai sensori fatti in casa alle aule di tribunale e ai palazzi del potere. Il caso più emblematico è quello di Cittadini per l’Aria col suo progetto contro il biossido di azoto (NO2), che è diventato un modello internazionale di accountability. In una prima fase, tra il 2017 e il 2020, migliaia di cittadini a Milano, Roma, Torino e Napoli hanno posizionato dei campionatori passivi (piccoli tubi a diffusione) fuori dalle loro finestre o vicino alle scuole dei figli per un mese intero. I risultati hanno mostrato che i livelli di NO2 erano sistematicamente sopra i limiti di legge (40 μg/m3) in zone dove le centraline ufficiali dell'ARPA (spesso posizionate in parchi o aree meno trafficate) non rilevavano criticità. Grazie a questi dati, l’associazione ha intrapreso azioni legali: a Milano, il ricorso al TAR ha contribuito a spingere l’amministrazione verso l’implementazione dell’Area B (la zona a basse emissioni più grande d'Italia); a Roma, i dati raccolti davanti alle scuole hanno forzato il dibattito sulla creazione di strade scolastiche pedonali.

Fino a poco tempo fa, i dati della Scienza dei Cittadini erano visti con scetticismo dai politici (Non sono precisi come quelli ufficiali). Tuttavia, la pressione costante di reti come Clean Air Farming e European Citizen Science Association (ECSA) ha portato a una svolta storica: nel 2024, il Parlamento Europeo ha approvato la revisione della Direttiva sulla Qualità dell’Aria: per la prima volta, la legge riconosce esplicitamente il ruolo dei cittadini. La nuova direttiva stabilisce che i cittadini hanno il diritto di chiedere un risarcimento per danni alla salute se i governi violano i limiti di inquinamento. La legge ora incoraggia le autorità a integrare i dati dei sensori dei cittadini per affinare le mappe della qualità dell’aria, trasformando i volontari in ispettori ambientali legalmente riconosciuti.

Prima di questi progetti, l’accountability era difficile perché l’onere della prova spettava al cittadino, che non aveva strumenti per dimostrare il danno. Oggi il paradigma è invertito: in molte città europee (Parigi, Londra, Milano), i dati dei cittadini hanno portato a leggi locali che vietano il traffico davanti alle scuole negli orari di ingresso/uscita; all’interno del Monitoraggio degli Odori (D-NOSES) in Spagna e in Italia (zona di Taranto e zone industriali), i cittadini usano app per segnalare molestie olfattive; questi dati sono ora usati dalle procure per avviare indagini su impianti industriali specifici, mentre le centraline chimiche standard faticano a fare perché gli odori sono spesso transitori.

La Scienza dei Cittadini ha, dunque, trasformato la protesta in proposta tecnica. Non si urla più l’aria è cattiva, si dice in via X, al civico Y, il limite legale è superato del 30%. E davanti ai numeri, la politica non può più voltarsi dall’altra parte.

Esaminerò la prossima volta come un cittadino come te, tramite specifiche app, può entrare a far parte di una rete estesa di ispettori ambientali!

Adolfo Santoro

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