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martedì 16 ottobre 2018

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

DIZIONARIO MINIMO: Qui Fake News

di Libero Venturi - domenica 07 ottobre 2018 ore 07:00

Dal nostro inviato a Montecitorio.

Dopo la finanziaria del governo Cinque Stelle e Lega, annunciata dal balcone di palazzo Chigi, con il deficit dal 2,4% al 2% in tre anni in barba alle disposizioni europee, con il reddito e le pensioni di cittadinanza, la soppressione della Fornero e la mini flat tax è finalmente finita l’era del “rigorismo”. Evviva, era ora! A questo punto solo il mercato, il PD e Forza Italia, “bocciando” il Def gialloverde, definito irresponsabile, possono bloccare “la manovra del popolo”, creando allarmismi e facendo impennare lo spread.

Si può anche ironizzare dicendo a Di Maio che “Def” non viene da “deficit” e che cazzo ti ridi! Però, a parte rosicare, ciò che è veramente buffo è pensare che capitalismo e socialismo a braccetto, borsa e agenzie di rating insieme, insomma banche e poteri forti stiano congiurando per salvare i vecchi partiti di sinistra e di destra a cui non resta che fare il tifo per lo spread. Ordire un colpo di stato finanziario, magari con il tacito consenso del Quirinale. Ma non ci riusciranno: il popolo è avanti e lo impedirà.

In qualche modo aveva ragione quel Sindaco comunista della Valdera che, al ragioniere del Comune che lo informava dell’ammontare del deficit, rispose: bene, spendiamo anche quello! Erano giusti allora i bilanci di lotta per chi era al governo degli Enti Locali. Ed è stato un grave errore il pareggio di bilancio imposto a colpi di Costituzione. Quel Sindaco, che fu tanto dileggiato fino a farne una barzelletta, era invece un illuminato, quanto incompreso, economista, un profeta antesignano, quanto inconsapevole, del Deficit Spending.

È che la sinistra non è mai stata moderna e illuminata. Al giorno d’oggi basta usare una terminologia inglese appropriata, applicare una technicality -come quando si dice Roe, Roi, Ebitda, Mol- e così, con parole giuste e competenza, si possono spendere anche soldi che non si hanno e fare un debito. Che poi qualcuno ce lo compra -banche o speculatori- e noi ci si paga un interesse. Che sarà mai? È la finanza, bellezza! E la finanza, lo sostiene anche il comunista Marx, più di tanto non ci può imporre i suoi diktat e nemmeno i suoi standard. Le sue leggi che non fanno il nostro benessere e la nostra felicità. E poi anche gli altri “sforano”. I francesi, ad esempio, presentano un piano con un deficit più alto di noi. Lo fanno solo per un anno, dicono, e poi hanno un debito pubblico inferiore al nostro, ma questi sono solo dettagli.

L’errore per la sinistra è stato divenire una sinistra “responsabile” e poi “sostenibile” come l’economia. Ma nel frattempo l’economia più avanzata è divenuta “rinnovabile”. Mentre la sinistra no. E se non si sa di preciso cosa sia un’economia rinnovabile, figuriamoci una sinistra. L’economia rinnovabile è circolare e dice “riciclare” e non “rottamare”. In questo senso nel centrosinistra qualcosa deve essere andato storto.

Ora speriamo che la fine del Quantitave Easing da parte della Banca Europea non ci metta in difficoltà e il mercato non ci punisca facendo risalire lo spread. Così sperano di risalire anche a sinistra, terrorizzando le famiglie e i risparmiatori. E nei Comuni tutto quello sforzo per rispettare il pareggio di bilancio e il patto di stabilità! Diciamo una buona volta basta a tutte queste regole esose e paralizzanti. Finalmente possiamo spandere e spendere in nome del popolo sovrano. La sinistra che ha da recriminare? Perché non li hanno fatti loro il governo del cambiamento e la manovra del popolo che finalmente ripaga il popolo dopo tanti sprechi, privilegi, truffe e ruberie?

Hanno limitato il potere della politica nella pubblica amministrazione e, con la riforma Bassanini, diviso le competenze politiche da quelle tecniche perché la politica era corrotta. Ma, ora che il popolo è finalmente al potere, possiamo rimettere a posto quegli sporchi tecnocrati europei e tutti gli esosi burocrati comunali e ministeriali, oltretutto ben pagati, che frenano Paese, Popolo e Nazione. E dar loro un calcio in culo, come si meritano e come l’Italia ci chiede.

Anche la sinistra dovrebbe fare un bagno di sana e rivitalizzante “irresponsabilità” popolare. Il Pil non tira più. Lo diceva già Kennedy. Uno dei due. Quella del governo è una manovra coraggiosa. Della crescita e degli investimenti, basta che non siano grandi opere. I vecchi andranno in pensione, i giovani prenderanno il loro posto, disoccupati e poveri avranno il reddito di cittadinanza con la social card. Una tessera annonaria 2.0. Insomma, un buono spesa e solo agli italiani. Così si controllerà la spesa: già che sono poveri è bene che non facciano i furbi. “Niente spese immorali”. C’è discussione sull’acquisto dei preservativi e del viagra. Comunque in Italia ci sono o no “5 milioni di persone che vivono in assoluta povertà”? L’IVA non aumenterà, anzi si pagheranno meno tasse. Così gireranno più soldi, si rilanceranno il mercato interno, la domanda e gli investimenti. Lo diceva anche quel saputellone di Keynes. E l’Europa non può mica essere solo quella della moneta e del rigore finanziario, ci vuole una direzione più giusta ed equa, se no si può anche uscire dall’Euro, senza restarne prigionieri. Non siamo fessi, fanno sapere dal Viminale. Con buona pace del buon Altiero Spinelli e di quel vecchio ubriacone di Juncker. L’Europa, piuttosto, ci prenda più migranti. Che con loro ci vuole più sicurezza. Certo anche solidarietà, ma diciamo la verità, sono troppi! Questo è ciò che pensa la gente. Prima gli italiani, è anche giusto. Lo ius soli, per il momento, non è tutta questa grande priorità.

E le nuove generazioni, il futuro? Il futuro che davvero conta parte dal presente, se no è il solito imbroglio del progresso, un’invenzione della vecchia politica, una presunzione. La solita retorica post comunista. Questo è il sentiment del governo. E anche la scienza te la raccomando. Tutti quei vaccini: un regalo alle multinazionali del farmaco! Al ministro della sanità, Grillo eteronimo, dovrebbero dare il Nobel della medicina per i suoi studi sull’Obbligo Flessibile. Il futuro è una terra straniera. Come il passato, in fondo. E dopotutto c’è anche chi sostiene -e non sempre a torto- la decrescita felice. È oggi la Repubblica del popolo. Non dei partiti. E ora a sinistra si chiedono: perché tutto questo non l’abbiamo capito prima noi? Perché non parlano più con la gente, perché non sono più la sinistra. La vera sinistra siamo noi -se per questo anche la vera destra- perciò abbiamo il consenso e vinciamo le elezioni. Perché questo è il nostro tempo, il tempo della democrazia diretta. Il tempo di cambiare! Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 7 Ottobre 2018

Libero Venturi

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